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Leggere insieme

Che cos’è un bambino?

Marina Petruzio
10 febbraio 2013

Iniziando a parlare di letteratura rivolta all’infanzia bisogna inevitabilmente chiedersi “Cos’è un bambino?”.
A volte è necessario diventare genitori per comprenderlo altrimenti lo si ignora, a volte lo si scopre piano piano mentre un figlio cresce.

“Un bambino è una persona piccola”.
Questo dovrebbe essere l’assunto della Carta dei Diritti dell’Infanzia: ad un bambino si deve rispetto in quanto persona ed in quanto piccola. Il bambino ha dei diritti in quanto persona.
Invece è l’inizio di un albo illustrato che parla di persone piccole per un attimo, che diventeranno persone grandi giorno dopo giorno, in silenzio.
Un albo che parla ai piccoli come ai grandi con una meravigliosa soavità di testo e di immagini.

In copertina e, a seguire, nei risvolti, i bimbi illustrati sembrano tanti piccoli “semi”, la parte più piccola ed indivisibile della matrioska. Sono tanti, chiusi in un differente abito-guscio, differenti nelle espressioni dei loro visi.
Alcuni sono tristi, uno piange, alcuni sono perplessi, altri sorridono, uno è minacciosissimo verso il compagno accanto, altri hanno le gote rosse, alcuni guardano e basta, qualcuno con gli occhiali. Le mille espressioni dell’infanzia.
Perché d’infanzia non ce n’è solo una, ma tante, perché ogni persona piccola è diversa, diverso il  luogo in cui nasce e cresce, diverso il suo viso dove tutto è scritto.
Credo sia differente pensare ad un bambino come “un bambino” e ad un bambino come “persona piccola”.
Sul primo ci si sente di esercitare un potere, non necessariamente negativo, nell’altro si deve il rispetto che si dà allo sconosciuto. E’ una differente posizione psicologica.
Quante emozioni in una piccola persona che si affaccia in un mondo così grande, fatto di cose grandi, di persone grandi. Pensate ad un bimbo di due anni una mattina di mercato per mano alla mamma!
Ma anche quanto sconforto, quanta paura. E’ sempre una persona grande che vuole toglier loro il ciuccio, il cane giallo per dormire, la lucina vicino al letto: ”Perché sei grande!” Quanto? E quando sono cambiato? Ho un letto piccolo, abiti piccoli, idee grandi. Già, forse è questo…
Sentir che si diventa grandi, che oggi non si è uguali a ieri, ma averne una coscienza vaga che provoca solo disagio che provoca rabbia inspiegabile, pianto per quello che agli adulti può sembrare un niente. Perché le persone piccole piangono forte e per consolarli ci vogliono occhi gentili; mentre le persone grandi piangono in silenzio, tanto che i bambini non se ne accorgono, o fanno finta.
Altri invece son contenti di diventare persone grandi e non ne vedono l’ora, altri ancora non cresceranno mai e continueranno ad emozionarsi per le piccole cose, chiusi in un mondo ai più sconosciuto.

Diciassette ritratti da studiare un per uno, una vera galleria d’arte. Diciassette pensieri da leggere e su cui riflettere, uno alla volta. Diciassette volte il gesto di aprire e leggere con gli occhi e con la voce questo albo. Diciassette spunti per raccontare raccontandosi, persone piccole, persone grandi e grandissime.
Molti di più i momenti che quest’albo offre per stare assieme, uniti, perché leggere è questo, un momento di grande intimità che continua a libro chiuso, la mattina dopo parlandone mentre si va a scuola.

Tommaso disegna un cerchio, occhi e bocca – ha capito subito che la bocca poteva, cambiando forma, determinare l’espressione del viso –, raggi i capelli. Ne prende le distanze, guarda il suo viso e mi dice:
“Non sono io. Io non sono così…”
Non riuscendo ancora a colmare il gap “grande pensiero mano piccola”.
“Però è un bambino, mamma, un bambino contento!”
Questo è lui? La prossima volta che lo rileggo, e son più di diciassette, glielo chiedo.

Marina Petruzio

Che cos’è un bambino?
Scritto ed illustrato da Beatrice Alemagna
Edito Topipittori – 2008
Collana: I grandi e i piccoli
Euro: 16,00
Età di lettura: per tutti


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