Interviste

Chez nous: basta un assaggio

Giovanna Navassa
28 novembre 2013

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C’era una volta un piccolo e silenzioso villaggio nella campagna francese; gli abitanti credevano nella Tranquilité, la tranquillità. Se vivevi in questo villaggio, sapevi ciò che ci si aspettava da te. Conoscevi il tuo posto nello schema delle cose… E così, nel buono e nel cattivo tempo, nella fame e nelle feste, gli abitanti del villaggio si mantenevano saldi alle loro tradizioni. Finché, un giorno d’inverno, non soffiò un irrequieto vento del Nord…” [dal film “Chocolat”]

Non ho trovato modo migliore per introdurvi al Bistrot Chez Nous (www.bistrotcheznous.com). L’unica differenza? Siamo in Italia, nella campagna pavese. I protagonisti di questa storia sono Roberta, soprannominata ormai da tutti proprio Juliette, e Rodolfo, detto Odo.
Il loro bistrot sembra un quadro provenzale, ricco di colori pastello e di gusto country e la loro storia ha il sapore dolce della fiaba a lieto fine. Mi siedo su un tavolino azzurro con una piantina di lavanda al centro e il profumo del pane caldo mi mette già di buonumore.

Come vi è venuta l’idea di aprire un locale così particolare?
Abbiamo iniziato come cuochi a domicilio. Nel tempo libero amavamo vagare per le campagne della Provenza in cerca di piccoli bistrot, per farci coccolare dall’ospitalità dei proprietari e dai loro piatti freschi e colorati. Ci sentivamo a casa. In Italia non riuscivamo a trovare un luogo simile e così abbiamo pensato di farlo noi.

Su TripAdvisor state spopolando. Come avete fatto a diventare così popolari pur avendo aperto solo lo scorso maggio?
Abbiamo messo l’annuncio dell’apertura del bistrot sul nostro sito di cucina a domicilio, ed un signore di Ginevra ha preso la sua bicicletta ed è venuto fin qui a trovarci. È rimasto estasiato, così ha mandato un Twit a dieci amici, che a loro volta hanno sparso la voce attraverso i social network… Risultato? Abbiamo prenotazioni fino a luglio, incredibile!

20 € per una cena completa… come fate a mantenere un prezzo così accessibile?
Il menu è fisso, nel senso che la prima persona che prenota per quel giorno decide il proprio menu e gli altri si “adattano”. Quindi ogni mattina facciamo la spesa prendendo le quantità esatte che ci serviranno in modo da non avere sprechi e non alzare i costi, che restano bassi anche perché non abbiamo altro personale.

Cos’è per voi il cibo?
È una terapia, sia fisica, che psicologica. Quando cuciniamo e mangiamo il tempo si ferma e i nervi si distendono. La pace dei sensi.

Il piatto più richiesto?
Ravioli neri con ripieno di branzino, robiola e patata. Ne vanno matti. Non sei curiosa di provarli anche tu?

Io mi sono fatta dare la ricetta dei ravioli neri con ripieno di branzino.
Se siete curiosi la trovate online da sabato su Luuk Magazine: stay tuned!

Ma l’irrequieto vento del nord non era ancora soddisfatto. Parlava di città ancora da visitare, amici bisognosi da scoprire, battaglie da combattere… da qualcun altro, la prossima volta”. Io mi fermo a Chez Nous.
Chou Chou!

Intervista a cura di Giovanna Navassa


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