Leggere insieme

Chiedimi cosa mi piace

Marina Petruzio
11 dicembre 2016

00

Con una narrazione per immagini particolarmente accesa e vivace, su testo di Bernard Waber, rincontriamo Susy Lee in Chiedimi cosa mi piace per Terre di Mezzo editore.
Un pomeriggio sereno che comincia preparandosi ad uscire, in programma una passeggiata al parco. Il clima è estremamente famigliare, l’albo dedicato da Susy Lee alla sua nonna. In ingresso, tutto quello che serve sull’attaccapanni e, mentre papà si sistema il cappello, la bambina si infila la giacca con tutte le difficoltà che le maniche, sempre poco collaborative, danno in queste occasioni.

Che esiste una mamma lo raccontano cappello e impermeabile lasciati sull’attaccapanni ma nel corso della narrazione non apparirà mai né sarà mai menzionata. Poco male, oggi al parco si va con papà! Con tre balzi si è già sul viottolo – fuori, evviva! – questo è lo spirito dell’albo.

1

E passeggiando, superare il laghetto con le anatre, le giostre, i giochi, e dopo aver comperato un cono enorme di gelato alla fragola, assaporato cavalcioni sulle spalle di papà, addentrarsi nel bosco.  Un bosco rosso e giallo di aceri d’autunno, intenso, gioioso di foglie da calciare, da ammucchiare per lanciarle in aria, su cui sdraiarsi per un attimo di riposo. Ci si toglie le scarpe, si abbassa la visiera…e si sta, con gli occhi chiusi, ad ascoltare. Il fresco della terra, la danza silente delle foglie che si staccano dai rami per arrivare sino a terra volteggiando, fruscii appena percettibili di voli terminati, il vento, il papà tutto per te lì accanto. Un silenzio denso di pensieri, di immagini raccolte, da ordinare e conservare. Quale sarà quella che si porterà con sé più spesso? Che tornerà alla memoria per essere rivissuta?

2

E con papà chiacchierare, ingaggiare un gioco: Chiedimi cosa mi piace. La richiesta va oltre lo stare insieme, oltre quel passeggiare, correre in avanti per poi tornare indietro, la risata spontanea, il guardare assieme. La domanda stabilisce un contatto intimo, dipana una matassa, svela. Richiama momenti, offre l’opportunità di parlare di sé, crea altre immagini.
Le voci si sdoppiano e si evidenziano, a partire dal testo: in blu quella del papà in nero quella della bambina.
L’atmosfera è di estrema leggerezza, le parti sono chiare, l’adulto si presta al cinguettio di quell’infanzia felice di essere ascoltata in un pomeriggio d’autunno durante una passeggiata al parco, che circolare riporta a casa, un passo indietro per lasciare spazio a chi comanda il gioco, alla richiesta di stare insieme per quel giorno in tutti i modi.
Anche lavandosi i denti, preparandosi per la notte, ormai a casa, chi in pigiama pronta per andare a dormire, chi in pantofole pronto a trovare un pupazzo dopo l’altro, a schioccare un altro bacio prima di lasciare la porta aperta su un buonanotte già addormentato.

3

A fine narrazione la passeggiata sembra di averla fatta veramente, forse non si profuma di vento, ma assieme si è stati e con rinnovata tenerezza.
Illustrazioni e testo dialogano piacevolmente, il tratto distintivo di Suzy Lee e i colori, la famigliarità della situazione e delle varie figure che si incontrano al parco e che rappresentano l’incontro quotidiano con gli altri del proprio quartiere rendono l’albo riconoscibile, noto anche ai più piccoli lettori.
Il rapporto col papà esclusivo e magico.

Chiedimi cosa mi piace
Di Bernard Waber illustrato da Suzy Lee
Edito Terre di Mezzo editore
Euro 15,00
Età di lettura: per tutti


Potrebbe interessarti anche