Lifestyle 2

“Ci metto la faccia”. Selfie e Autoritratti 2.0

Claudia Alongi
24 dicembre 2013

1

Se Mr. Vincent Van Gogh fosse ancora in vita, probabilmente ne sarebbe un fan accanito. E magari anche Leonardo o Picasso o Raffaello.

La parentela con l’antico genere dell’autoritratto sembra innegabile ma ironia a parte, questo moderno comportamento sociale niente ha a che fare con tecniche pittoriche e pennellate d’autore. È sufficiente uno smartphone o una webcam e les jeux sont faits… ecco pronto un Selfie.

2

Per chi ancora non avesse capito di cosa stiamo parlando, a darci una coincisa definizione di questo virale vocabolo anglofono ci ha pensato l’Oxford Dictionary (che ogni anno monitora l’uso e la popolarità delle parole sul web): Selfie = “Fotografia fatta a se stessi, scattata con uno smartphone o una webcam e poi condivisa sui social network”.

Incoronata come parola chiave dell’anno 2013 proprio dal dizionario più autorevole del Regno Unito (prima parola inglese tra le oltre 150 milioni monitorate ogni mese sul web) il selfie, l’istantanea ai tempi di Facebook e Instagram, è un’abitudine con precise caratteristiche in gran parte coniate dall’universo dei social network.

Il termine ha sbaragliato la concorrenza di altri insigni candidati che aspiravano al titolo, tra cui “twerk” (e di questo ringraziamo quella linguacciuta di Miley Cyrus della quale non possiamo proprio più fare a meno) e “binge-watch” (la maratona di episodi delle serie tv americane).

3

Ma andiamo con ordine…

Pare proprio che la parola “selfie” abbia fatto la sua prima comparsa qualche anno fa su un forum di discussione australiano e da lì si sia diffuso a macchia d’olio per tutto il web.

A dirla tutta, il vero e unico papà del selfie è Robert Cornelius, il fotografo americano che nel lontano 1839 eseguì il primo autoscatto della storia. Da lì il via a tutta una serie di fotoritratti più o meno famosi, più o meno credibili, che ci hanno portato sino alla contemporaneità. Pensate che si calcola che l’utilizzo del lemma sia aumentato del 17mila per cento nell’ultimo anno; complici del suo spopolare gli hashtag (#selfie, #selfy) usati per catalogare le immagini di sé pubblicate su Facebook, Twitter o Instagram.

Oggi nessuno, ma proprio nessuno, riesce più a resistergli; tutti ne sono stati contagiati, tutti oggi praticano l’arte del selfie, trasversalmente e globalmente. Adolescenti sconosciuti (rappresentanti della cosiddetta “me me me generation”), celebrity internazionali, persino Papa Francesco e Barack Obama.

4

Per la serie “sono Io il mio soggetto preferito”.

Claudia Alongi


Potrebbe interessarti anche