Fashion

Ci vuole un fiore

staff
31 marzo 2011

Fiore, per definizione è la parte migliore di qualcosa, così come la giovinezza è il fiore della vita.
Sarà per questo che con l’arrivo della Primavera e della fioritura si rinnovano le emozioni degli anni verdi con tutte le vibrazioni che li caratterizzano.
Una energia che spinge a fare nuovi progetti, a vagheggiare nuovi incontri, a coltivare qualche piccola illusione (perché no?), insomma a riempire di boccioli-speranze il solito tram-tram.
Uno stato di grazia che si può enfatizzare circondandosi di corolle, inflorescenze, ramage similveri, oppure essenziali e stilizzati, minimi o dilatati. Sparsi sugli abiti, sugli oggetti, dentro e fuori casa. Su di noi o intorno a noi.
Petalo dopo petalo, il fiore si è sempre rivelato complice della moda, inscindibili come il colore dalla natura.
Quando non è la forma o il movimento a dare significato all’opera, vedi abiti a tulipano, gonne a corolla, maniche calla…
Coco Chanel , celebre per la sua eleganza sobria e precorritrice, firmava le sue creazioni con una candida camelia.
Yves Saint Laurent preferiva cromie dai forti contrasti e le sue sete fiorite erano vere opere pittoriche.
Per non parlare delle composizioni floreali sugli abiti di Ken Scott, intense e naif nel contempo.
A partire dagli anni Ottanta in poi i tessuti stampati, specialmente a fantasie floreali, hanno vissuto momenti di gloria alternati a pause di riflessione. Oggi però assistiamo ad un duplice rifiorir di …fioriture.
Da un lato, sull’onda delle pulsioni ecologiche, i movimenti d’avanguardia ricominciano a lasciarsi inebriare dalla natura, non solo tramite la Land Art, ma pure attraverso una pittura più classica ed intimista. Una ricerca emozionale e tutt’altro che stucchevole.
Dall’altro il tessile d’abbigliamento riscopre la flora e la sua suggestione. Maxi peonie, disegnate da un romantico jacquard sulle trame di lucida seta, sono offerte dalla Tessitura Taiana. O fiorellini di prato all over su seersucker studiati per camiceria e svolazzanti abiti chemisier. Mentre Serikos, setificio sempre dell’area di Como, porge roselline plasmate in movimento su garze diafane e fiordalisi sul lino rustico.
E non c’è stilista o grande nome del fashion che per questa stagione appena sbocciata non abbia sparso manciate “profumate” sulle sue proposte. Quasi una Eden therapy dagli effetti benefici immediati.
Una giornata in giardino alla ricerca del tempo perduto: il duo Dolce&Gabbana traduce un pensiero rilassante ed eco sostenibile nella giovane linea D&G. Gioiosi floral prints riproducono ortensie, gelsomini, primule, pansé, violette, iris…che inondano le gonnellone a balze e i grembiuli da bella giardiniera. Di fior in fior, la ballata del più amato dei motivi tocca varie corde emotive. Ecco che Donatella Versace coglie quei miracolosi fiori che nel deserto esplodono e vivono una sola notte. Il massimo della bellezza fugace e dell’eccezionale è posato su un evanescente chiffon. E sono un vortice di petali le lunghe eteree vesti di Alberta Ferretti, tutte un fiore da erbario. Una grazia che sarebbe piaciuta a Botticelli per ridipingere una sensuale Primavera.
Rose lussureggianti sono messe ai piedi delle donne da Luciano Padovan che decora con la regina dei fiori le decolletées iper femminili, dal sexy tacco a spillo. Mentre petali rigogliosi, creati da un magico crochet, compongono dalie, primule e gelsomini fantasiosi, sbocciati come d’incanto dalla borsetta a cestino di Jucca. Preziosissimi e unici la collana e gli orecchini a forma di calla rigogliosa: gioielli in oro miniato dipinto a mano, realizzati dall’orafa Gabriella Rivalta con la paziente manualità dello smalto a fuoco. A chi ama la raffinata semplicità delle margherite pensa Moschino che le imprime ingigantite sulla tuta fluida, non senza un tocco di ironica Pop Art, sottolineata dall’occhiale con la stessa divertente corolla-cornice. Ancora margherite sulla camicia destinata ad un uomo innamorato, pronte da sfogliare con il fatidico…m’ama, non m’ama. Fiorisce pure lo sguardo, magari inforcando un paio di occhiali di Illusione Ottica dalla montatura in acetato trasparente, dove è stata imprigionata un’aiola dipinta sul voile.
Insomma un giardino privato, pronto a dar vita a libere fantasie bucoliche. Evocare ed onorare la generosa stagione dello sbocciar dei fiori è possibile pure con il divano “La Fiorita” disegnato da Gaetano Pesce per Meritalia. Su un comodo “prato” verde, cioè una seduta in un tessuto che emula l’erba, si ammucchiano morbidi e giocosi cuscini-corolle, di ogni tipo e dimensione. L’asettico astrattismo e più ancora il concettuale hanno ormai fatto il loro tempo. Lo confermano anche le delicate interpretazioni della natura della pittrice Gianna Tuninetti (www.giannatuninetti.it). Capaci di trasferirne il colore in mille sfumature trasparenti e vivide. Ecco il rosso rosato delle peonie, il viola veemente delle iris, il tocco aranciato del caprifoglio raccolti in un sorridente bouquet. In un ritratto così intenso da farne davvero percepire il profumo.

 

Marisa Gorza


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