Fitness & Wellness

Cibo che stressa: come ritrovare l’equilibrio dall’acidità

Alessio Rinelli
28 gennaio 2013

I cibi che mangiamo, si sa, sono spesso pesanti e ricchi di grassi, a volte insomma ci scappa un po’ di mano il controllo di quello che c’è nel nostro piatto: una cena tra amici, le feste, ma anche il panino della pausa pranzo, tutte situazioni che in un modo o nell’altro ci impediscono di essere meticolosi e perfettamente attenti all’apporto calorico. Ma quest’ultimo non è tutto all’interno della nostra dieta. C’è qualcos’altro, di pari importanza, legato in qualche modo al cibo e allo stress di tutti giorni. Sto parlando del Ph dei cibi, in poche parole dei cibi che sono “acidi” e di quelli che sono “alcalini”.

ACIDITA’ E ALCALINITA’
Il ph è la scala di valori con cui si misura l’acidità di tutte le sostanze organiche. Da un punto di vista fisico, regolare il rapporto tra cibi acidi e cibi alcalini è importante per contrastare l’acidosi tessutale: quando mangiamo una quantità eccessiva di cibi acidificanti (zuccheri semplici, latticini, grassi, farine raffinate o una combinazione di questi), in occasione di un intenso sforzo muscolare, o con l’abuso di medicinali e in generale sostanze estranee all’organismo, i nostri tessuti, a partire dal sangue, subiscono una pesante acidificazione, ossia  una condizione in cui gli importantissimi meccanismi di difesa e di depurazione dell’organismo vengono sovraccaricati di lavoro, portando come conseguenza l’indebolimento dell’azione di questi sistemi e l’aumento della nostra predisposizione organica ai diversi tipi di malattie. Quando il ph è inferiore a 7,35 si manifestano nausea, vomito, tachipnea, ipotensione, shock cardiogeno. Nel peggiore dei casi si arriva al coma. Un altro sintomo caratteristico dell’acidosi metabolica è la decalcificazione ossea per cui l’organismo preleva calcio da denti e ossa, e lo immette nel sangue per tamponarne il ph acido, con i conseguenti problemi di fragilità ossea e osteoporosi. Questa condizione di “stress biologico” è ovviamente deleteria. Quasi tutte le malattie, in effetti, sono accompagnate da una forte acidità tessutale.

I MEZZI DI DIFESA
Per riequilibrare questo importante rapporto bisognerà agire sulle cause rimovibili, ed in particolare sull’alimentazione. Calcio, potassio, sodio e magnesio sono i più noti contrastatori dell’acidità, infatti sono contenuti in molti integratori alimentari, ma doverli sottrarre continuamente alle ossa, ai denti e alle cellule di tutti i tessuti, per contrastare qualcosa che possiamo prevenire, è da evitare.

Il mio spassionato consiglio è quello di evitare il più possibile un abuso di carne, soprattutto rossa, per non parlare dei piatti tradizionali a base di fegato, rene o intestino, e di ridurre al minimo le bibite zuccherate, l’alcohol e i dolci. Una buona idea sarebbe quella di alternare a giorni il consumo di legumi, carne, latticini e cereali, tutti alimenti acidi, con quello di fibre, yogurt, frutta, verdura, funghi, patate e miele. Sarebbe interessante provare un menù ben nutrito di colori, vivace, ricco di verdure e povero di grassi quattro giorni la settimana, ed uno più ricco di proteine e carboidrati per gli altri tre giorni; naturalmente ognuno deve tenere conto al proprio valore acidobasico e confrontarsi precedentemente con un nutrizionista. Il consiglio, dulcis in fundo, è sempre quello: meglio prevenire che curare!

Alessio Rinelli