Arte

Cinzia Chiesa: gioielli a regola d’arte

Marina Petruzio
13 novembre 2016

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La incontro qualche anno fa in una libreria di catena dov’era per presentare, a un pubblico di genitori e bambini, il suo primo albo illustrato 0-1 Tutto inizia nato dalla collaborazione con Antongionata Ferrrara e ArteBambini.
È Cinzia Chiesa, psicologa, psicoterapeuta, autrice e artista. Uno studio e un atelier d’arte presso la Fornace Curti, uno dei luoghi più affascinanti e carichi di storia di Milano. Nelle molteplici sfaccettature un filo lega il suo lavoro agli altri. È un filo che tesse relazioni, oggetti ponte come i libri e i gioielli. Il rame come la lana.

Come nasce il progetto Parole di rame?
Parole di Rame è il nome con cui ho cercato di dare un significato al mio creare gioielli in rame. Volevo che questi non fossero solo “gioielli” ma che contenessero l’idea di una comunicazione, e di una connessione tra l’oggetto e chi lo sceglie. Da qui l’idea delle parole per chiamare ciò che creo con il rame. All’inizio ogni gioiello nasceva dialogando con chi lo avrebbe indossato o regalato, era una sorta di ricerca da cui partire per poi passare a progettare e creare con il rame. Anche oggi mi piace quando questo avviene, ovvero il creare con chi avrà quel particolare, unico, gioiello di Parole di Rame.

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Il rame ha un significato molto particolare nella storia dell’uomo. Duttile, leggero, affascinante nelle sfumature di colore, legato a Venere è rappresentato con il suo stesso simbolo. Che significato ha per te aver scelto proprio questo metallo?
Per risponderti faccio mia la visione di un grandissimo, Mirò, che tra l’altro ho scoperto lavorava il rame: Mirò parla di un “dialogo con la materia” e nel caso del rame è proprio così. Quando è freddo è durissimo e pone i suoi limiti nella lavorazione, limiti invalicabili. Scaldato con il fuoco diventa invece molto malleabile, morbidissimo, ma solo per un tempo limitato, il tempo che hai a disposizione nella forgiatura. Questo muoverti tra i limiti e le possibilità offerte dalla lavorazione di questo metallo mi affascina molto. E insieme le possibilità cromatiche calde e a tratti imprevedibili che la lavorazione a fuoco offre.

La trasformazione della materia legata alla creatività e al dialogo tra artista e materia, artista e sé stesso. Una connessione forte con il tuo lavoro di terapeuta.
Di recente ho pensato di organizzare dei momenti di laboratorio per la lavorazione con il rame per gli adolescenti, proprio immaginandomi questo “dialogo”, con i limiti e le potenzialità di questa materia potrebbe essere un’esperienza stimolante in questa fascia d’età.

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Nei tuoi gioielli il rame dialoga con broccati tutt’altro che scontati, dall’immagine forte che evoca certe tradizioni, per colori e pattern usati…Quale il filo che unisce queste due materie così differenti tra di loro?
L’idea di una connessione tra rame e tessuti nella creazione di gioielli è nata quest’estate in Sardegna. Ero a Cardedu a casa di Maria Lai e nel corso di un lungo scambio con sua nipote è nata in me l’idea di questa possibile connessione. Nella casa di questa grande artista ho potuto ammirare tessuti meravigliosi, fili, trame, alcuni gioielli nati da una rivisitazione creativa della stoffa. È stato emozionante per me immaginarmi di connettere questi due mondi, apparentemente distanti: quello “metallico” del rame e quello “morbido” del tessuto. Subito è iniziato un lavoro di ricerca, dapprima connesso ai broccati sardi, tessuti meravigliosi e carichi di storia e della tradizione tessile di questa terra straordinaria. Poi mi sono spostata verso altre culture, in particolare verso l’India, altro luogo profondamente connesso alla lavorazione del tessuto.

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E con Parole di rame la mostra Gioielli a regola d’arte, dove presenterai i tuoi gioielli scultura, una personale straordinaria perché non sarai sola. Parole di rame dialoga con 18 e più donne nate dalla creatività di artisti e illustratori. Com’è nata l’idea di una collettiva così particolare?
Gioielli a regola d’arte
 è nata dal desiderio di continuare il dialogo tra il gioiello e chi lo indossa su cui è nato il progetto artistico Parole di Rame. Ho subito pensato ad alcune donne ritratte da illustratori che conosco da anni e mi sono immaginata di poter creare un gioiello partendo dalla donna del ritratto. Ho iniziato ad esplorare l’idea con illustratori con cui c’è un legame di stima e amicizia consolidata e l’idea è piaciuta molto. Poco alla volta il gruppo di donne ritratte per cui creare gioielli si è allargato, fino a diventare quello attuale che comprende anche alcuni pittori. Non volevo solo “gioielli” dedicati ad una certa donna ritratta, volevo che la donna del ritratto indossasse realmente il gioiello e così è avvenuto. Con molti artisti durante la fase di progettazione e di creazione del gioiello in rame per la donna che hanno ritratto c’è stato un vero e proprio scambio, un raccontarsi e un raccontarmi della donna dipinta.

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E altri dialoghi nasceranno sicuramente da Gioielli a regola d’arte dove si tesseranno relazioni simili a tessuti, dove la parola prenderà ancora una volta un’altra forma, come il rame, dove visi di donna narreranno una storia, la propria, legata a un gioiello, al colore del rame e dalla pietra che indosseranno.

 

Gioielli a regola d’arte
di Cinzia Chiesa
19-20 novembre 2016
Cascina Varesina, Fornace Curti
via Cottolengo 40, Milano


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