Arte

Clet. Pratiche urbane di sabotaggio simbolico al potere

Marcello Francolini
22 febbraio 2014

Clet, Fig.1

Nel tentativo di definire ulteriormente cosa sia l’UrBan-esimo, ho trovato buone ragioni nel lavoro di Clet Abraham, un artista francese che vive da vent’anni in Italia e attualmente a Firenze.

Come mi capita di frequente, mi piace passeggiare per le città, la trovo una pratica di appropriazione della strada, posso assaggiarla in una moltitudine di prospettive. In uno di questi attraversamenti urbani, a Roma, la mia attenzione è catturata da un’ambiguità visiva, un cartello di strada chiusa con su un Cristo Crocifisso stilizzato (Fig. 1). Il dubbio ottico è generato dalla conformità segnaletica del linguaggio, l’uomo-figura è nero così come usualmente lo è quello dei cartelli, ma lo specifico divieto di strada senza uscita diviene una metafora immediata  della situazione sociale attuale, senza possibilità di scampo se non attraverso un ipotetico sacrificio, dato per analogia del più grande sacrifico, quello di Gesù.

Clet, Fig. 2

Approfondendo il lavoro di CLET, le maggiori modifiche della segnaletica si concentrano sui divieti di transito e di accesso riconvertendo la loro autorità sui pedoni, sulla collettività, sull’uomo comune, che poi è l’omino nero preso in prestito dalla simbologia del potere che si manifesta nelle città. E così compare l’uomo vitruviano nel divieto di transito in una società che ha smarrito la centralità dell’uomo, del bene comune. Ancor più simbolico appare l’omino che si porta via il divieto d’accesso (Fig. 2), non certo per permettere agli autoveicoli di transitare, ma per dimostrare che l’unica forma di cambiamento è quella che “agiamo personalmente”, come detto dallo stesso Clet: “io non voto perché non mi sento di partecipare in questo modo, il voto non vale nulla, non è sufficiente come partecipazione. La partecipazione è qualcos’altro, è utilizzare i propri talenti, le proprie capacità, e metterli in gioco. Il mio lavoro spero possa essere un incentivo, perché ognuno trovi la propria via di partecipazione”. Al di là dell’ironia (che serve prima di tutto come deterrente per l’affezione collettiva), il lavoro di quest’artista urbano ha una forte rilevanza politico-sociale: ponendosi oltre l’ambito borghese cerca un dialogo diretto, senza mediazione, con le persone comuni, con gli abitanti reali della città a cui quest’arte tenta di parlare attraverso una vecchia pratica artistica, appunto quella dell’ambiguità, che serve innanzitutto come termine immediato di riflessione su una vita non precostituita una volta e per tutte, ma continuamente riformulabile, trasformabile, libera. Il contrario dell’attualità descritta da Baudrillard: “l’idea di libertà sta scomparendo dai costumi e dalle coscienze e la mondializzazione liberale sta per realizzarsi in forma esattamente inversa: quella di una mondializzazione poliziesca, di un controllo totale… la deregulation finisce in un massimo di vincoli e restrizioni, equivalente a quello di una società fondamentalista”.

Clet, Fig 3

Il filosofo traeva le sue riflessioni a un anno esatto dall’attentato dell’11 settembre alle Twin Towers definendo che la nuova lotta agli imperialismi sarebbe mutuata in una lotta ai simboli del potere. Le Torri, appunto, “nella loro pura modellizzazione informatica, finanziaria, contabile, numerica”, costituivano il simbolo del potere tecno-cratico, a cui lo stesso Clet ci invita a riflettere come un “passaggio obbligato” del nostro presente negativo (Fig 3).

Clet, ridisegnando la segnaletica stradale, vuole far riflettere sul senso della giustizia: “As a society member one should always question why – not just quietly accept norms and obligations imposed from above – by this I don’t mean we all need to become criminals but we need to reflect upon concepts of legality”.

Un agire oltre il bene o il male dell’atto stesso. L’atto in sé si palesa come pretesto per cui la sua arte diventa velocemente un’assemblea pubblica. In questo caso è un’arte che programma nel senso di essere aperta, in contrapposizione a uno stato che pianifica nel senso di essere chiuso.

Marcello Francolini

Link Utili per conoscere il lavoro e il pensiero di Clet:
Pagina Facebook: www.facebook.com/pages/CLET/108974755823172?fref=ts
Urban Cartoon: www.youtube.com/watch?v=kVJ9XUYQ3FU
Clet, Faccio arte contro il potere: www.youtube.com/watch?v=EOF32Wg5D38
Prendiamoci per il naso – Clet e la storia del Nasone sulla Torre San Niccolò: www.youtube.com/watch?v=XKcaxAICwH8


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