Cinema

Clint Eastwood di nuovo in gioco

Giorgio Raulli
30 novembre 2012

Gus Lobel (Clint Eastwood) è un talent-scout di una squadra di baseball della Major League.  Con il trascorrere del tempo, tuttavia, l’età e i problemi alla vista lo costringono a coinvolgere la figlia Mickey (Amy Adams), con la quale intrattiene un rapporto difficile, in un viaggio in Nord Carolina per esaminare una nuova promessa. Il viaggio sarà l’occasione per padre e figlia di chiarirsi su molte questioni, come ad esempio la storia d’amore della ragazza con Johnny (Justin Timberlake), scout di una squadra avversaria.
“Di nuovo in gioco” (“Trouble with the Curve” in originale) segna il ritorno come attore protagonista di Clint Eastwood, che dopo “Gran Torino” aveva deciso di restare dietro le quinte.

Il film è diretto da Robert Lorenz, che ha lavorato molto con Eastwood come aiuto-regista oltre che come produttore. Siamo di fronte all’ennesima pellicola americana che parla di baseball e di un burbero padre in conflitto con la figlia. È una storia forse troppo classica e piena di luoghi comuni, incapace di restituirci grandi emozioni; basta leggere nella scheda del film la voce “genere drammatico/sportivo” per capire dove l’intera storia vada a parare. Efficace invece l’attenzione per la credibilità dei personaggi ed il loro spessore, in primis dei protagonisti Gus e Mickey (la Adams è brava come sempre). Dimostra una certa crescita come attore anche Timberlake, che però qui interpreta un personaggio francamente superfluo rispetto alla vera trama incentrata sulla figura di Clint Eastwood. Nel cast ci sono anche John Goodman e Matthew Lillard. In definitiva “Di nuovo in gioco” si presenta come un film godibile, ma senza nulla di diverso che lo distingua da moltissime altre “americanate sportive”.

Giorgio Raulli


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