Kiki's choice

Come una geisha…

Kiki
10 aprile 2013

Da sempre sono stata affascinata dalle geishe, tra le figure più enigmatiche e misteriose del Sol Levante. La parola geisha letteralmente significa “artista” e comprende una categoria di donne professioniste dell’intrattenimento, capaci di esibirsi ai più alti livelli della società.
L’arte della conversazione, la danza tradizionale giapponese, la cerimonia del tè, la disposizione dei fiori, la poesia, la calligrafia, la pittura… sono solo alcune delle arti in cui ogni perfetta geisha dovrebbe essere esperta.
Purtroppo e – assurdamente – nel tempo il ruolo della geisha si è denaturato e, oggi, questa attività viene confusa con la prostituzione (soprattutto da parte degli occidentali).

Qualche anno fa mi è capitato di vedere un film, “Memorie di una geisha”, tratto dall’omonimo romanzo di Arthur Golden, e mi sono letteralmente innamorata di questo mondo fatto di sete fruscianti, kimono sgargianti, complesse pettinature e fiori di ciliegio… ma, soprattutto, sono rimasta incantata dallo splendido make up sfoggiato dalle geishe!

Incarnato perfetto e diafano, labbra color rubino, chignon riccamente ornati e occhi in primo piano, grazie ad una perfetta linea di eyeliner nero, ad una passata di matita bianca nella rima interna dell’occhio per aprire lo sguardo e ad un uso sapiente del mascara: questi gli ingredienti fondamentali per replicare un make up di ispirazione giapponese. Certamente non è un look che passa inosservato ma, per una festa a tema, mi sembra un’ottima soluzione trucco, da accompagnare ad una pettinatura decorata da piccoli fiori e ad un fluttuante e sensualissimo kimono di seta.
Per dare un tocco di originalità, vi consiglio di utilizzare un eyeliner vinaccia (il mio colore preferito!), sfumandolo negli angoli sia sopra sia sotto e l’ombretto mat doppio effetto wet&dry di Collistar (n. 26 – tonalità vinaccia), da stendere con il pennello inumidito per un trucco intenso, coprente e a lunghissima tenuta.

L’ISPIRAZIONE LETTERARIA. Per alcuni spunti preziosi, vi consiglio di leggere “Storia proibita di una geisha” di Mineko Iwasaki*, una tra le più note geishe di tutti i tempi.
“Madre Sakaguchi arrivò alle nove per truccarmi (…) Per prima cosa preparò la gola, il collo, la sommità della schiena e il viso pitturandoli con il binsuke, una sorta di olio che fa da base per il trucco. Poi coprì quelle stesse zone con un fondotinta bianco, lasciando tre strisce verticali sul retro del collo per accentuarne lunghezza ed esilità. Si lasciano due linee senza trucco quando le maiko e le geiko indossano abiti “ordinari” e tre quando indossano i kimono formali. Madre Sakaguchi continuò passando il fondotinta sul mento, sul naso e sul décolleté.
Prese della polvere d’un brillante color pesca e la applicò sulle guance e attorno agli occhi, poi sopra stese uno strato di cipria bianca. Ridisegnò le sopracciglia in rosso e le ricalcò con una matita nera. Fece una macchia sul mio labbro inferiore con il rossetto rosa.
Poi mi mise gli ornamenti fra i capelli. Avevo una fascia di seta rossa chiamata arimachikanoko sullo chignon e, alla sommità, una fascia kanokodome e spilloni di corallo, giada e argento, sul davanti due pettinini con dei ciondoli d’argento con su inciso il blasone della famiglia dell’okiya, e gli ornamenti di tartaruga chiamati chirikan. I chirikan sono davvero particolari. Si indossano solo una volta nella vita di una geisha, durante i primi tre giorni del suo debutto.”

Che ne dite, care amiche? Non vorreste essere un pò delle geishe anche voi?
Non dimenticate le tre C: Comfort, Cool and Crazy!

La vostra Kiki

*Il testo è tratto da “Storia proibita di una geisha” di Mineko Iwasaki, con Rande Brown, Newton Compton editori, traduzione di Alessandra Mulas, pp. 320.