Leggere insieme

Con la testa fra le nuvole

Marina Petruzio
17 gennaio 2016

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EDT Giralangolo pubblica di Éric Puybaret, con i testi in italiano di Anselmo Roveda, Con la testa tra le nuvole, scegliendo ancora, dopo Il grande libro dei mestieri, inserito nella collana Sottosopra per bambine e bambini, un grande formato per dare massimo risalto al fascino delle illustrazioni.
Tra azzurri polverosi che tendono al grigio, dove il grigio un po’ nebbioso sfuma in un antico verde reseda, tra campanili, torri e cupole, finestre bizantine e facciate che evocano il Nautilus; volte, oblò e ferri battuti, tra acqua e cielo, sta la città di Maranabò.
Avvolta da una nebbia impalpabile che la rende eterea come un sogno, Maranabò è una città sull’acqua. Simboli architettonici differenti convivono, le strade sono fiumi e i viali corsi d’acqua calmi e profondi. Le case sono sospese su esili palafitte dal capitello sferico che ricordano certi antichi fermacravatta e i suoi abitanti, per non rinunciare a babbucce e pantofole, si spostano muovendosi agili su trampoli, alcuni alti all’altezza dei lampioni, altri bassi a pelo d’acqua, che usano legarsi ai piedi tramite lunghe stringhe. A sera vi infilano, come vaghi di collana su un filo, delle sferiche piccole lanterne, che illuminano orli di abiti damascati, pantaloni morbidi e fluttuanti, calzetti e pantofoline dalle fogge differenti. E l’acqua là sotto.
Tutto sembra volante. Così esile da poterlo spezzare, di vetro soffiato o impalpabile proprio come un sogno.

1

Sopra tutti sta Leopoldo con la testa fra le nuvole. Su trampoli i più alti di Maranabò, ricavati dal prezioso legno di un rosso pioppo, alti da superare il cielo, da non vedere più neppure la città dove tutti, tra ticchettii di trampoli e sciabordii di acqua, sono indaffarati a preparar la Grande Festa di Maranabò, nella notte più lunga dell’inverno, il solstizio d’inverno.

2

Leopoldo da lassù sembra un sogno anche lui. Di bianco vestito, una cappa bordata di pompon verdi alla moda bizantina, i calzetti rigati di verde reseda come le babbucce, un po’ nube anche lui in un cielo dove non servono le parole, dove non si deve parlare del tempo o di quello che succederà perché lassù, a parte Leopoldo, solo una gazza poco incline alla parola.
Sordo a qualsiasi richiamo, a qualsiasi richiesta d’aiuto, Leopoldo vaga incuriosito dalle nubi, dalle loro forme, senza meta, appoggiando dolcemente la sua guancia sopra una di esse, sognante con il naso per aria, perso nei suoi pensieri alla vista dei primi fiocchi di neve che si staccano dal cielo.
Solo.
Ma il suo nome lo vuole si diverso, per coraggio e valore, e al momento giusto, proprio quando un contrattempo rischia di porre fine alla Grande Festa, Leopoldo si sentirà troppo solo per continuare a restare lassù con la testa tra le nuvole.
I suoi lunghissimi ed eleganti trampoli, dopo aver intralciato la sua discesa verso la città, ridarono gioia e calore a Maranabò e popolarità a Leopoldo che resto per sempre nel cuore della gente per generosità, umiltà ed entusiasmo.

3

Ora se vedete qualcuno con dei trampoli così piccoli da stare a malapena al di sopra delle onde, fradicio di schizzi ma felice come nessun altro, quello è Leopoldo che non ha più la testa tra le nuvole. Per aver sacrificato i suoi trampoli e ridato vita al grande fuoco della festa del solstizio, speranza e fatto felice l’intera città di Maranabò, ora Leopoldo ha i piedi nell’acqua!

4

Con la testa tra le nuvole
di ed illustrato da Eric Puybaret
Testo italiano di Anselmo Roveda
Editore: EDT Giralangolo libri per ragazzi
www.giralangolo.it
Euro: 15,00
Età di lettura: dai 6 anni


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