Fotografia

Conoscere e amare l’Italia

Valentina Garola
25 febbraio 2015
S.Vito lo Capo, Cala mpisu, Foto di Reanato Bazzoni, 1970 © FAI - Fondo Ambiente Italiano

S.Vito lo Capo, Cala mpisu, Foto di Reanato Bazzoni, 1970 © FAI – Fondo Ambiente Italiano

Fino a Domenica 1 Marzo la Cavallerizza di via Carlo Foldi 2, sede operativa del FAI – Fondo Ambiente Italiano, ospita Conoscere e amare l’Italia: le trasformazioni del Paese attraverso le fotografie di Renato Bazzoni, una personale dell’architetto milanese padre del FAI e uomo molto attivo nella tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale italiano.

Nella Milano del boom economico Renato Bazzoni progettò edifici industriali e alberghieri, abitazioni e ospedali. Egli però fu da sempre molto interessato all’architettura rurale: “creata dalla gente dei campi, delle montagne, delle coste”, così era solito definirla. Spinto da questa sua passione particolare andò in giro per l’Italia per trovare testimonianze di un mondo che stava scomparendo, affidandosi alla sua macchina fotografica per documentare e interpretare le grandi trasformazioni del Paese, quando da agricolo divenne industriale e postindustriale.

Renato Bazzoni mentre fotografa 00010 © Vittorio Pigazzini

Renato Bazzoni mentre fotografa 00010 © Vittorio Pigazzini

La mostra, curata da Alberto Saibene, è divisa in sei sezioni, ciascuna dotata di un monitor su cui scorrono gli scatti di Bazzoni – donati al FAI dalla moglie dell’architetto milanese – per un totale di 300 fotografie. La prima è dedicata all’Architettura spontanea o rustica, con scatti di fattorie fortificate medievali e delle prime strutture industriali ottocentesche; la seconda invece ha come argomenti principali le alluvioni di Firenze e di gran parte del Veneto nel 1966 – già soggetti della mostra del 1967 Italia da salvare allestita con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica di fronte ai disastri del dissesto ambientale. La terza sezione è dedicata alla “fragile” Venezia e alla maestosità della Laguna, secondo Bazzoni non abbastanza protetta. Tutti al mare è invece il titolo della quarta sezione, caratterizzata da scatti aerei che testimoniano gli scempi edilizi nelle zone costiere nel periodo del boom economico e della nascita del turismo di massa. Le ultime due sezioni sono infine Nel solco di Romolo: leggere il territorio e Verde Lombardia: in questi ultimi scatti l’artista si concentra sull’importanza che ha il paesaggio nella vita dell’uomo, “un corpo vivo che traduce in forme i contenuti delle civiltà che vi si svolgono”.

“Il nostro Paese reca importantissime stratificazioni di antiche civiltà.
Noi non possiamo ignorarlo, non possiamo distruggere queste vestigia.
Anzi, dobbiamo farle nostre, in modo che non vengano conservati dei cimiteri,
ma delle sedi umane perfettamente vitali.” – Renato Bazzoni

Valentina Garola

Orari: Ingresso libero. Dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.30 alle 17.30 (ultimo ingresso). Sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 17.30 (ultimo ingresso).

Per ulteriori informazioni: www.fondoambiente.it e www.mostrabazzoni.it


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