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Convegno Pambianco: gli investimenti stranieri e il Made in Italy

Alberto Pelucco
11 novembre 2013

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La crescente acquisizione, negli ultimi 10 anni, di aziende italiane da parte di gruppi stranieri è stato il tema del Convegno Pambianco – Intesa Sanpaolo dal titolo “Made in Italy senza Italy?”, che ha sottolineato come l’attrattiva del know how italiano all’estero garantirà alle aziende maggiore sviluppo, a fronte tuttavia di bassi margini sul fatturato generato.
Di conseguenza, alle aziende produttrici di capi lavorati in serie converrà puntare su innovazione, qualità e servizio, mentre le imprese con un marchio prestigioso dovranno concentrarsi sui mercati internazionali, sempre alla ricerca di prodotti di qualità, label note, investimenti in comunicazione, partnership e joint venture.
In particolare, starà alle piccole medie imprese reperire nuove risorse, per esempio attraverso capitalizzazioni aziendali, fondi di private equity, l’ingresso in borsa e alleanze con distributori internazionali.
Questi sono stati i punti toccati al convegno, che, nell’Intervento del Chief Economist di Intesa Sanpaolo Gregorio De Felice, ha rilevato anche come l’estate 2013 abbia registrato una crescita incoraggiante di esportazioni da parte di Stati Uniti, Giappone ed Europa, con vantaggi anche per Cina, Turchia, Corea, più integrati nei flussi commerciali internazionali, e l’Europa centro-orientale, notoriamente molto legata alla domanda interna europea.
Si conferma di importanza cruciale per l’Italia la qualità della filiera, che nella prima parte del 2013, registra un saldo positivo ed elevato del sistema moda, anche se bisognerà attendere il 2014 per registrare una ripresa del fatturato e degli indici di redditività.

Alberto Pelucco


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