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Motori

Corrida a Ginevra: il toro vince

Giorgio Merlino
13 marzo 2012

Quest’anno il Salone di Ginevra ha ospitato una protagonista indiscussa; viene da Sant’Agata Bolognese, il suo nome è Lamborghini Aventador J e rende proprie le caratteristiche di esclusività e soprattutto unicità.
Storicamente la lettera “J” si riferisce all’ordinamento della Federazione Internazionale Sport Automobilistico (FIA), il cui Allegato J definisce le norme tecniche per le vetture da competizione dei vari gruppi.
L’Aventador J è un esemplare unico e un’opera d’arte irriproducibile di cui neanche il museo Lamborghini potrà vantarsi, dal momento che è destinata ad un solo acquirente.
Il nuovo propulsore 12 cilindri eroga 700 CV (515 kW) di pura grinta fulminea, aiutato certo dal veloce cambio Lamborghini, dalla trazione integrale permanente, da sospensioni pushrod e un  lavoro sul peso senza eguali.
L’Aventador LP, con i suoi incredibili 1575 kg, aveva già stupito l’intero mondo dei motori, ma gli ingegneri, non ancora soddisfatti, hanno deciso di alleggerire ulteriormente la struttura del nuovo bolide. È in questo modo che fa il suo ingresso “CarbonSkin”, un composto di fibre di carbonio intrecciate e poi imbevuto di speciale resina, dal quale si ottiene la struttura tessile, stabile e morbida al tempo stesso, con cui sono realizzati i sedili.
Il design è senz’altro inconfondibile e rispetto al modello base non ci sono paragoni. Dopo aver rinunciato sia al tetto sia al classico parabrezza, viene leggermente stretta la parte frontale, dove domina il voluminoso spoiler anteriore in fibra di carbonio a vista, dotato di braccetti di supporto centrali e di “winglets” laterali.
I designer Lamborghini sono fieri nel mostrare come la forma esterna e quella interna dell’Aventador J si uniscano in modo fluido e naturale, grazie a un gioco di colori ben approfondito. Il tipico nero della fibra di carbonio è preponderante e in netto contrasto con l’intenso rosso effetto cromo realizzato appositamente per questo. Per non parlare poi della parte inferiore: cerchi in lega d’alluminio da 20 pollici di dimensione all’anteriore e 21 al posteriore, con disegno a cinque razze e monodado a fissaggio centrale.
Benché i ricavi derivanti da quest’unico modello non siano di grande impatto per Casa di Sant’Agata, la Lamborghini non può certo lamentarsi dello scorso anno fiscale.
Automobili Lamborghini ha chiuso il 2011 con un incremento a due cifre sia nelle vendite che nei ricavi. Lo scorso anno sono state immatricolate 1.602 unità, con una crescita del 23% rispetto al 2010 quando ne erano state vendute 1.302. A livello di ricavi Lamborghini è invece cresciuta del 19%, passando da 271 a 322 milioni di euro.
Durante il Salone di Pechino in aprile, ci si aspetta il vero grande debutto di quella che sarà la terza linea di prodotto; le probabilità che si possa trattare di un suv-crossover sono elevate, visto e considerato che la Lamborghini rimane uno dei pochi marchi automobilistici sprovvisti di questa categoria luxury.

 

Giorgio Merlino


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