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Letteratura

“Così è l’amore: viene quando vuole, e a volte non torna indietro”

staff
25 dicembre 2011

Ci sono sentimenti talmente universali che finiscono per diventare banali. Ci sono delle emozioni talmente abusate che ormai ci annoiano. Ci sono delle dinamiche talmente umane che, col tempo, di umano non hanno più nulla. Soprattutto se le vediamo in un film, o le leggiamo in un libro.
Un esempio su tutti: l’amore.


Capita però che questi clichè, pur rimanendo tali, abbiano ancora qualcosa da dire; questo grazie alla capacità comunicativa che solo alcuni autori possiedono.
Tra gli “happy fews” c’è sicuramente l’ormai affermato scrittore di origine maiorchine Sebastà Alzamora: un omino quasi completamente calvo e dall’aria placida, che esordisce giovanissimo con alcuni componimenti poetici, approdando in Italia solo nel 2005, con “La pelle e la principessa”. A sei anni di distanza torna nelle nostre librerie grazie a Marcos y Marcos con “Miracolo a Maiorca”.
L’autore prende spunto da una storia realmente accaduta, che tra le pagine del romanzo viene però – e per fortuna – prepotentemente contaminata dalla fiction.
Il giovane Pere de Son Gall nella vita rincorre la chimera del successo – cercando di costruire una formidabile macchina volante chiamata “cometagiraviò” – ed il sogno del dolce amore di Maria Boscana, figlia – guarda caso – dei vicini di casa ostili.
Come tutti i sognatori e i romantici Pere viene sbeffeggiato, deriso e dileggiato dai suoi compaesani, gli abitanti di Llucmajor. E meno male che lo scemo del villaggio c’è già, ed è il buffissimo Tomeuet, perchè se no, il tenace protagonista non se la caverebbe davvero. Gli unici a dargli credito e a spalleggiarlo, infatti, sono Busca Llarga, amico fedele quanto maleducato, la rintronata madò Pràxedes, la poetessa Maria Antònia Salvà (altro personaggio realmente esistito) e l’immancabile cane Nebbia.
A complicare le cose, poi, arrivano tre singolari dame, giunte dal continente per combattere le cattive maniere e l’infame pratica della bestemmia.
Ce la farà il nostro eroe a trionfare sulle avversità? Forse sì e forse no.
Sta di fatto che giocare su di un personaggio testardo, infaticabile, capace di tutto pur di inseguire i propri sogni, se da una parte non è cosa affatto nuova, dall’altra riporta alla luce alcuni buoni valori ormai da tempo dimenticati: non potranno che arricchirci spiritualmente.
“Miracolo a Maiorca” è una commedia romantica lieve, venata da un erotismo giocoso ma intenso; è una favola moderna per adulti, capace di sfruttare un’ironia sottile e intelligente.
Le sue carte vincenti sono sicuramente i bizzarri personaggi che animano queste pagine – come ad esempio il parroco don Anicet, il sindaco don Tomàs e le dame della Lliga del Bon Mot – , la cura al particolare linguistico e la capacità di alternare diversi registri stilistici, a seconda dell’effetto che si vuole suscitare nel lettore. Si va così dal toni lirici delle meditazioni del protagonista al linguaggio sboccato di Busca Llarga, dalla grettezza di donya Prudència ai toni fiabeschi delle “rondalles” di Joanet de l’Onso.
Interessante, infine, la resa della traduzione che spesso riporta al lettore italiano i termini originali in maiorchino e segnala invece le parti che nell’originale erano in catalano.
Per chi ama leggere qualcosa che abbia il sapore della buona scrittura di una volta. Leggero ma raffinato.

Virgnia Grassi

“Miracolo a Maiorca” di Sebastià Alzamora, traduzione di Glauco Felici, Marcos y Marcos, pp. 286.


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