Arte

Cristobal Balenciaga: 100 anni in mostra al Victoria&Albert Museum

Virginia Francesca Grassi
10 giugno 2017

Cristobal Balenciaga

Si chiama Balenciaga: Shaping Fashion l’imponente retrospettiva ospitata nelle sale del Victoria & Albert Museum di Londra fino al 18 febbraio 2018.

Un secolo di storia e di successi, quello della Maison che, oggi sotto la guida dell’enfant prodige Demna Gvasalia, porta il nome del fondatore Cristobal Balenciaga.

La mostra raccoglie 100 celebri abiti e 20 cappelli firmati dall’indimenticato stilista spagnolo, che vengono esposti corredati da fotografie dell’epoca, sketches, disegni preparatori e campioni di tessuto: una narrazione in tre capitoli – Front of House, Workrooms e Balenciaga’s Legacy – che diventa un viaggio attraverso le epoche e gli stili, l’evoluzione sociale e quella del costume, ma che soprattutto consacra un mito.

Il Picasso della moda, così lo definì Cecil Beaton. Nato a Getaria, nei Paesi Baschi, nel 1895, Cristobal Balenciaga inizia giovanissimo a dedicarsi alla moda, ispirato dalla madre sarta. A soli 12 anni realizza abiti per la marchesa Blanca Carrillo de Albornoz y Elio, che diviene ben presto sua protettrice e lo manda a studiare a Madrid. Qui riesce a farsi un nome tra l’aristocrazia e la monarchia spagnola, aprendo nel 1919 la sua prima boutique a San Sebastian. Diviene amico di Madeleine Vionnet e Coco Chanel, che disse di lui, nonostante gli screzi che a lungo li divisero: “Solo Balenciaga è un vero couturier. Solo lui è in grado di tagliare il tessuto, assemblarlo e cucirlo con le sue mani. Gli altri sono semplici disegnatori”.

Lo scoppio della guerra civile costringe Balenciaga ad emigrare a Parigi: è qui che nel 1937 inaugura la sua casa di moda, al 10 di Avenue George V, che nel tempo – soprattutto tra gli anni ’50 e ’60 – diviene un punto di riferimento nel panorama mondiale del fashion system. “Questi due decenni rappresentano un punto di svolta nella carriera di Balenciaga che proprio in quegli anni inizia a distanziarsi in maniera significativa dall’estetica dei propri contemporanei”, afferma la curatrice della mostra Cassie Davies-Strodder.

  • L’ingresso della mostra Balenciaga: Shaping Fashion al Victoria & Albert Museuma di Londra

  • Parigi, 1955. La modella Dovima in Balenciaga e il cane Sacha al Café des Deux Magots.

  • Parigi, 1968. Cristobal Balenciaga al lavoro fotografato da Henri Cartier-Bresson, Magnum Photos

  • Giugno 1967. La modella Alberta Tiburzi fotografata per Harper’s Bazaar con un envelope dress di Cristóbal Balenciaga.

  • Parigi, 1948. La modella Elise Daniels in Balenciaga fotografata da Richard Avedon in mezzo a street performers.

  • Parigi, 1955. Cristobal Balenciaga, abito da sera in seta taffetà / Spagna, 1965, Cristobal Balenciaga per EISA, abito da sera “La Tulipe”, in gazar © Victoria and Albert Museum, Londra

  • Parigi, 1954, una modella indossa un cappotto arancione Balenciaga © Mark Shaw / Parigi, 1061, Cristobal Balenciaga, abito da sera in stile flamenco ©Cecil Beaton

  • Alcuni cappelli Balenciaga presenti alla mostra Balenciaga: Shaping Fashion al Victoria & Albert Museuma di Londra

Schivo, enigmatico, controverso. Sulla vita di Cristobal Balenciaga permane un velo di mistero: allergico alla pubblicità e ai giornalisti, non si mostra mai alla fine delle sue sfilate ed è una sola l’intervista che rilascia nel corso della sua carriera. In cui racconta – tra l’altro – il gran rifiuto fatto al Fürher durante la guerra di portare il suo atelier a Berlino.

Il genio di Balenciaga è tutto nella sua originalità anticipatrice, nel pensiero innovatore che guarda lontano, nell’esatto punto in cui la moda si fa Arte. Da sempre in contrasto con il New Look di Christian Dior, lo stilista ama la libertà di movimento, vuole una donna che non sia schiava dalle rigidità di stecche, imbottiture e corpetti, ricerca e sperimenta un’estetica in cui a dominare siano la purezza delle forme e la fluidità delle linee, accompagnate da una sartorialità rigorosa ma al tempo stesso d’avanguardia. Il risultato è di una modernità a tratti sconcertante.

Alla sua maestria dobbiamo invenzioni come l’abito a sacco, la gonna a palloncino e il babydoll, ma anche il Gazar. Nuove forme e nuovi materiali che ridisegnano il corpo delle donne facendo scandalo. Così come fu rivoluzionaria la scelta di far sfilare modelle atipiche, con età, volti e taglie diverse dai canoni imperanti: “La stampa di moda le definì mostri – dice Davies-Strodder – Insegnò loro a sfilare in maniera sprezzante e altezzosa in modo da non guardare mai negli occhi e camminare in passerella con passo quasi di marcia”.

Nel 1967, con l’arrivo della moda pret-a-porter e del mercato di massa, Balenciaga presenta la sua ultima collezione: la serialità non fa per lui, per la sua arte, per le sue creazioni cucite sulle esigenze di una ristretta cerchia di elette clienti.

A parlare, oggi come allora, rimangono i suoi abiti, in un percorso lungo un secolo tutto da (ri)scoprire nella capitale britannica.

 

Balenciaga: Shaping Fashion
27 maggio 2017- 18 febbraio 2018
Victoria & Albert Museum – Cromwell Rd, Knightsbridge, Londra
Orari: tutti i giorni 10-17.30; venerdì 10-21.30


Potrebbe interessarti anche