Biennale di Venezia 2011 Cinema

Cronenberg in pole per il Leone d’Oro

staff
30 agosto 2011

Tutto pronto per il taglio del nastro della 68esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, in programma da domani al 10 settembre. Sono 23 i titoli in concorso quest’anno nella selezione ufficiale, molti dei quali sicuramente segneranno la prossima stagione cinematografica mondiale. Si scatenano quindi le previsioni dei bookmaker sulla pellicola che sarà insignita dell’ambito Leone d’Oro.
Gli allibratori britannici di Stanleybet, in particolare, recepiscono gli umori della critica secondo cui David Cronenberg, considerato uno dei principali interpreti di quel genere cinematografico soprannominato body horror, dove l’elemento psicologico si intreccia con quello fisico, sarebbe in vantaggio sugli altri registi in gara con il suo fresco capolavoro “A Dangerous Method”.
Incentrato sul rapporto fra i due padri della psicanalisi, Sigmund Freud e Carl Jung, il film di Cronenberg viene dato come favorito a 7.50 grazie anche a un cast di tutto rispetto composto, tra gli altri, da Viggo Mortensen, Keira Knightley e Michael Fassbender.
A dargli filo da torcere potrebbe essere la trasposizione cinematografica di “Faust” (8.00) a opera di Alexander Sokurov. Il regista russo offre una sua personalissima e avvincente interpretazione di un classico della letteratura, reso immortale, tra gli altri, da Johann Wolfgang von Goethe e Thomas Mann con altrettante versioni drammaturgiche e narrative; e molti giurano in una sua consacrazione a Venezia.
Tra i più quotati da Stanleybet figura anche “The Ides of March” (8.50), diretto dall’affascinante e neo-single attore americano George Clooney, tra le star più attese al Lido.
A breve distanza segue “Shame”, del regista londinese Steve McQueen, quotato a 9.00 alla pari con “Carnage”, l’ultima fatica cinematografica di Roman Polansky che, con un cast d’eccezione composto da premi Oscar quali Kate Winslet, Christoph Waltz e Jodie Foster, insieme a John C. Reilly, ha tutte le carte in regola per ambire al prestigioso Leone d’Oro.
Dopo ben quattro anni di assenza a Venezia ritorna il maestro del cinema d’azione contemporaneo Johnnie To con “Life Without Principle” che, come indica il titolo, sarà un film senza troppa etica, ma sicuramente pieno di schizzi di sangue, pallottole e ironia. La pellicola del regista hongkonghese viene bancata a 10.00, così come “Un eté brulant” del francese Philippe Garrel, storia di un amore burrascoso, e il thriller “Tinker, Tailor, Soldier, Spy”, diretto da Tomas Alfredson, tratto dall’omonimo romanzo di John le Carré.
Minori le possibilità di affermazione per la dark comedy “Killer Joe” (11.00) di William Friedkin, interpretata da uno spietato Matthew McConaughey. Offerti a 12.00 “Saideke Balai” di Te-Sheng Wei e il film drammatico “Wuthering Heights” di Andrea Arnold tratto dal romanzo omonimo di Emily Brontë.
I bookmaker inglesi di Stanleybet nutrono invece una tiepida fiducia rispetto all’ipotesi che a spuntarla sia uno dei tre film italiani in gara. A 13.00 viene dato “Terraferma” di Emanuele Crialese, incentrato sull’incontro-scontro di due donne apparentemente diverse, ma in realtà profondamente legate, a pari merito con “Taojie (A Simple Life)” della regista cinese Ann Hui.
Ancor meno convincente “Quando la notte” di Cristina Comencini, tratto dall’omonimo libro scritto della stessa regista, in cui viene narrata una storia d’amore, rabbia e desiderio. Stanleybet lo offre a 17.00, tanto quanto “Hahithalfut (The Exchange)”, l’ultima fatica cinematografica del regista e sceneggiatore israeliano Eran Kolirin, e “Alpeis (Alps)”, di Yorgos Lanthimos.
Verrebbe pagata invece 15 volte la posta in gioco un’eventuale vittoria di “Texas Killing Fields” di Ami Canaan Mann, basato su fatti davvero accaduti in Texas e che, dalle prime immagini, si preannuncia come un noir non poco interessante.
Scendendo ulteriormente nella classifica delle quotazioni, si gioca a 19.00 il Leone d’Oro alla pellicola drammatica “Dark Horse” del regista e sceneggiatore statunitense Todd Solondz. A 21.00 si attestano invece il film sulla fine del mondo “4:44 Last Day on Earth”, di Abel Ferrara, e il terzo e ultimo titolo italiano in concorso, “L’ultimo terrestre”, di Gian Alfonso Pacinotti.
Trionfo altamente improbabile, infine, per il lungometraggio “Poulet Aux Prunes”, di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, e per “Himizu”, di Sion Sono, adattamento dell’omonimo fumetto giapponese che gli allibratori d’oltremanica quotano entrambi a 23.00.
Non fa testo, almeno per il momento, il 23esimo film in gara, detto anche “film a sorpresa”, il cui titolo verrà reso noto solo nell’approssimarsi della sua proiezione, prevista per il 7 settembre. In assenza di elementi utili a identificarlo e a esprimere un giudizio, Stanleybet lo offre a 2.50 sotto la voce “Other”.


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