Cuba: passi da giganti nella ricerca contro i tumori

staff
3 febbraio 2014

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Da diverso tempo si parla di un farmaco con particolari caratteristiche anti-tumorali. In Italia non si conosceva per niente fino a che il programma “Le Iene” non ha affrontato l’argomento.

Si chiama VIDATOX, è un farmaco sintetizzato dal veleno di scorpione azzurro (specie comune esistente solo a Cuba) e distribuito gratuitamente dalla Labiofam a chiunque, di qualunque Paese, voglia accedere a questo prodotto. Pochi sanno che Cuba possiede uno dei più prestigiosi centri di Biotecnologia, il Centro di Immunologia Molecolare dell’Havana (CIM), ed è proprio qui che VITADOX è stato sviluppato.Il farmaco in questione agisce come antipiretico, antinfiammatorio, regolatore del sistema immunitario e come (presunto) antitumorale. Esso permetterebbe di controllare gli stadi avanzati della malattia generando anticorpi contro le proteine che scatenano la mancanza di controllo nei processi di proliferazione cellulare.

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La dottoressa Guevara, membro dell’equipe degli studiosi cubani che hanno scoperto le proprietà antitumorali dello scorpione azzurro, afferma che il VIDATOX è un farmaco che non deve sostituirsi alla terapia standard (radioterapia, chemioterapia e ormoneterapia), ma affiancarsi ad essa. Il processo è semplice: si stimola il sistema immunitario del paziente e se la risposta è positiva si può procedere alla somministrazione di questo farmaco omeoterapico. Il trattamento è personalizzato in base alla reazione del sistema immunitario e permette di notare, nel giro di pochi mesi, un miglioramento netto sulla qualità della vita del paziente.

Sono circa 25.000 le persone che a fronte del trattamento con il VIDATOX hanno riscontrato miglioramenti;  e tra queste anche  pazienti che non avevano ottenuto beneficio con la medicina tradizionale. Si parla di miglioramento del senso di appetito, riduzione di infiammazioni e del dolore dovuto al tumore, che permette ai malati il ritorno a una vita normale.

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Ciò che fa sorgere diversi dubbi sulla reale efficacia di questo farmaco è il fatto che la medicina ufficiale ed enti governativi quali la Food and Drugs Administration degli U.S.A., non riconoscono questo medicinale;     forse perché i protocolli non sono stati stilati secondo la normativa internazionale, o forse a causa dell’embargo ancora pendente su Cuba. Fatto sta che nonostante si sappia poco su VITADOX i pazienti ai quali è stato somministrato hanno riscontrato notevoli miglioramenti e in nessun caso danni collaterali, se non minimi e transitori.

Il passaparola è stato velocissimo e migliaia di persone ogni anno si recano a Cuba per ricevere gratuitamente il trattamento, previa l’approvazione del medico in loco. Cuba è all’avanguardia nella ricerca di farmaci contro diverse patologie, farmaci che esporta in oltre 26 Paesi a prezzi più bassi della maggior parte delle altre case farmaceutiche.  Il premio Nobel della medicina Richard J. Roberts denuncia da tempo che le aziende farmaceutiche orientano le ricerche principalmente sullo sviluppo di farmaci per dolenze croniche, molto più remunerative di quelle, ad esempio, per infermità, o di quelle presenti nei Paesi più poveri come quelli africani.

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L’industria cubana sembra invece reggersi su principi radicalmente opposti a quelle delle grandi aziende farmaceutiche di fama mondiale. Gli sforzi vengono indirizzati in ricerche che sviluppino vaccini per proteggere le persone dalle malattie e verso la diffusione di un’educazione della popolazione sull’importanza della prevenzione. Inoltre i farmaci sono distribuiti gratuitamente in quanto la sanità, sull’isola, è totalmente gratuita.

Altra importante differenza è che l’industria farmaceutica Cubana investe molto poco sulla pubblicità dei propri farmaci, al contrario delle grandi “Big” che spesso impiegano una quantità di capitale di gran lunga superiore a quello investito sulla ricerca stessa del farmaco.

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Infine Cuba produce farmaci generici mettendoli a disposizione dei Paesi del “terzo mondo” e dell’organizzazione Mondiale della Sanità ad un prezzo molto inferiore rispetto alla grande industria mondiale. Ovviamente non bisogna illudersi che lo faccia solo ed esclusivamente per generositá, rischiando così di dimenticare il vero e proprio riscontro economico che ricava da tale commercializzazione.  Tuttavia bisogna ricordare che a Cuba ogni persona che approda può accedere alle cure mediche gratuitamente. Nonostante tutte le difficoltà economiche e sociali, su quest’isola si vogliono mantenere a testa alta determinati valori etici e morali senza scendere a compromessi. E non è un caso che il premio Nobel per la chimica, Peter Agre, abbia affermato che “Cuba è un magnifico esempio di come si possa integrare la conoscenza e la ricerca scientifica”.

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo