Arte

Da Gerusalemme a Milano: una storia di scontri, pacificazioni e superamenti

Luca Siniscalco
7 settembre 2013

frammento di testa in marmo di attis o mitra-II-IIIsecolo

Storie di popoli, civiltà e figure eccezionali, nonché dottrine religiose ortodosse ed esoteriche si amalgamano nel fecondo bacino dell’arte. É sul terreno dei reperti archeologici, testimoni della vita quotidiana dei nostri antenati ma ancor più della loro sensibilità artistica, che si innesta infatti l’interessante mostra milanese “Da Gerusalemme a Milano. Imperatori, filosofi e dèi alle origini del cristianesimo”, visitabile nella cripta cinquecentesca della Chiesa di san Maurizio, ora parte del Civico Museo Archeologico ed aperta al pubblico fino al 20 giugno 2014.
I tempi dell’organizzazione dell’esposizione non sono casuali: in occasione dei 1700 anni della proclamazione dell’Editto di Costantino (313 d.c.), mediante il quale l’omonimo imperatore concesse ai cristiani libertà di culto, il capoluogo lombardo continua, dopo la splendida mostra di Palazzo Reale, a impegnarsi nello studio e nella divulgazione delle dinamiche nodali di un periodo storico così decisivo per la cultura occidentale. Fu proprio dal Palazzo Imperiale di Milano che l’accordo sancito fra Costantino, Augusto d’Occidente, e Licinio, imperatore d’Oriente, condusse all’emanazione dello storico Editto. Mediolanum assurse simbolicamente a vero centro assiale dell’Impero, polo di un influsso insieme giuridico e spirituale destinato a plasmare una tradizione millenaria, di cui la modernità laica e desacralizzata non può non tenere conto.
É proprio alle origini complesse e dibattute di tale eredità che è dedicata la mostra milanese.
Il percorso espositivo intende illustrare il contesto storico, politico e religioso in cui è sorto il cristianesimo e le correnti filosofiche e religiose che interagirono con la sua progressiva affermazione tra il I e il IV secolo d.C., nonché i complessi rapporti tra la Chiesa Cristiana e il potere imperiale.

tesoretto composto da alcuni gioielli- cesarea marittima- VI-  VII secolo d.c

Ampi pannelli esplicativi conducono il visitatore ad acquisire una competenza teorica fondamentale alla comprensione delle opere presentate, la cui funzione eminente è riposta nella suggestione visiva che solo l’intuizione estetica ed interiore può pienamente cogliere. Mediante gli antichi reperti si può respirare l’atmosfera contrastata che le sei sezioni della mostra si prefiggono di narrare: la Giudea al volgere dell’era cristiana, le relazioni tra il cristianesimo e le scuole filosofiche del mondo classico, l’Egitto fra culti tradizionali e cristianesimo, la relazione fra Chiesa ed Impero, i culti misterici, l’affermazione della religione cristiana a Milano sono i temi protagonisti dell’esposizione. Fra le opere più significative è esposto un calco di una lastra con una iscrizione relativa a Ponzio Pilato, unica attestazione coeva, ufficiale e diretta dell’amministratore noto grazie ai Vangeli, e la splendida Patera di Parabiago, celebrante il trionfo di Cibele e di Attis in una ricca scena cosmologica.
Il visitatore esce dalla mostra con un bagaglio di approfondimento, o perlomeno di ripasso, di una fase storica complessa e spesso incompresa. Con lui la consapevolezza che la non linearità degli sviluppi storici e spirituali conserva in sé superamenti e ritorni, persistenze e ciclicità, lotte e contrasti. Ed è proprio grazie a tali fenomeni che si può guardare al mondo come a un mistero.

Luca Siniscalco


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