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Arte

Da Hayez a Boldini: 100 capolavori per un secolo d’arte italiana

Rita Cotilli
28 gennaio 2017
5)Giovanni Boldini, Ritratto della principessa Radzwill, olio su tela, 82x91 cm, Collezione privata

5) Giovanni Boldini, Ritratto della principessa Radzwill, olio su tela, 82×91 cm, Collezione privata

Un viaggio alla scoperta di uno dei periodi più prolifici e dinamici della storia dell’arte del nostro Paese: è questa l’occasione offerta dalla mostra Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento”, allestita presso Palazzo Martinengo di Brescia fino all’11 giugno 2017.

L’esposizione, curata da Massimo Dotti, racconta l’incredibile stagione artistica che l’Italia visse nel corso del XIX secolo, attraverso cento opere che illustrano le correnti e i movimenti pittorici che vi fiorirono.

Andrea Appiani, Venere allaccia il cinto a Giunone, olio su tela, 102 x 147 cm. Collezione privata

Andrea Appiani, Venere allaccia il cinto a Giunone, olio su tela, 102 x 147 cm. Collezione privata

Protagonisti dell’evento sono i maggiori esponenti del neoclassicismo, del romanticismo, della scapigliatura, dei macchiaioli e del divisionismo, che resero il panorama culturale nazionale uno dei più vivaci a livello europeo.

Il percorso si apre con Amore e Psiche di Antonio Canova, l’unica scultura presente, simbolo dell’estetica neoclassica, che caratterizza anche le opere di alcuni dei migliori pittori del periodo, come la Venere allaccia il cinto a Giunone di Andrea Appiani.

Francesco Hayez, Maria Stuarda sale al patibolo, olio su tela, 210 x 293 cm. Milano, Banca Cesare Ponti

Francesco Hayez, Maria Stuarda sale al patibolo, olio su tela, 210 x 293 cm. Milano, Banca Cesare Ponti

Segue la sezione dedicata al romanticismo che riserva un posto d’onore ai capolavori di Francesco Hayez, tra cui la colossale tela Maria Stuarda sale al patibolo. Sono esposti, inoltre, dipinti di altri autori romantici come Giuseppe Molteni, Carlo Arienti e Giovanni Carnovali detto il Piccio.

Proseguendo, si incontrano i maestri della Scapigliatura – Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni e Mosè Bianchi – affermatisi a Milano negli stessi anni in cui a Firenze si faceva largo un gruppo di giovani e agguerriti artisti che, in opposizione alla pittura accademica, diede vita al movimento dei macchiaioli guidato da Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini, qui presenti con alcune delle loro opere più famose.

Seguono poi i divisionisti che, sulla scorta delle novità apportate dall’impressionismo francese, elaborarono un’innovativa tecnica pittorica caratterizzata da brevi pennellate di colore, che trova la massima espressione nelle tele di Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati e Plinio Nomellini.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Membra stanche, olio su tela, 127 x 164 cm. Fondazione F.C. per l'Arte

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Membra stanche, olio su tela, 127 x 164 cm. Fondazione F.C. per l’Arte

Infine, viene rievocato il clima culturale della Belle Epoque parigina nel quale vissero e lavorarono Vittorio Matteo Corcos, Antonio Mancini, Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis e Giovanni Boldini. Di quest’ultimo si ammirano i dipinti che omaggiano la bellezza femminile, esaltandone il lato più misterioso e sensuale, tra cui il  Ritratto della principessa Radziwill, il cui guardo seducente soggioga e attira a sé  l’osservatore.

Una mostra, dunque, che abbraccia l’intero panorama ottocentesco della pittura italiana, mettendone in luce le suggestioni e raccontandone la storia attraverso le anime e i volti dei suoi numerosi interpreti.

 

Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento
Palazzo Martinengo, via dei Musei 30 Brescia
21 gennaio-11 giugno 2017
Orari: da mercoledì a venerdì 9.00-17.30; sabato, domenica e festivi 10.00-20.00; lunedì e martedì chiuso


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