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Da Milano a Napoli fa moda la difesa gruviera

Riccardo Signori
3 ottobre 2016
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Andrea Belotti

Siamo al solito dubbio: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? I gol abbondano, ma sarà vera gloria? Più bravi gli attaccanti o più gruviera le difese? Intanto ringrazia El Pipita Higuain che si ritrova con una media gol (6 reti in 7 partite) migliore dell’anno record a Napoli. Dal punto di vista personale non se la passano male Mauro Icardi (6 reti ma a secco contro la Roma) e Carlos Bacca (con il rigore segnato al Sassuolo fanno 6 gol). Sono i capocannonieri del campionato e dietro di loro Andrea Belotti (a quota 5) tien alto l’onore italico e della nazionale di Ventura. Gli tien compagnia ( nel numero di gol) Edwin Dzeko, uscito dagli inferi dei gol mancati. Nel giro di sette giornate in serie A sono state segnate 184 reti, ad una media di 26 a giornata. Un buon ritmo per il divertimento. Ma dove finisce il divertimento e comincia lo scoramento?
La Juve che veniva data con una difesa in difficoltà, ed era vero, nelle ultime quattro partite fra campionato e Champions league ha subito zero reti. E forse non a caso è in testa al campionato con un margine d’allungo. Non è ancora fuga, ma la Signora se ne sta andando.
Il Milan era rimasto imbattuto per tre partite, eppoi con il Sassuolo ha imbarcato tre reti e rischiato di perdere, prima di restituirsi alla follia di una rimonta. Inter e Roma hanno dimostrato che la loro sfida poteva finire 5-5 anziché 2-1 per i romanisti. Fiorentina e  Torino non si risparmiano mai in alcun senso: il Toro non segnava così tanto(13 reti) dal 1976-77 e la Fiorentina è un colabrodo nel primo tempo(4 gol su 6 nei primi 45 minuti).

Il Napoli pareva destinato a far corsa sulla Juve, ma la sua difesa continua a non essere blindata: aumentano gli interpreti( c’è anche Maksimovic) ma la tremarella resta.

Gabriel Paletta

Gabriel Paletta

Ecco, allora che un campionato difensivamente così gruviera, da Milano a Napoli, non può essere rassicurante e nemmeno soddisfacente. La Juve ha rischiato di unirsi nelle prime partite (compresa quella con l’Inter) alla compagnia del buco, ma si sta ravvedendo in tempo: il trio Barzagli-Bonucci-Chiellini garantisce meno distrazioni di tutti gli altri gruppi difensivi della serie A.
Di chi la colpa? Di allenatori che non allenano bene le difese? Oppure di giocatori di devastante mediocrità? La seconda risposta si avvicina alla realtà. Quando un difensore o una coppia funzionano se ne vedono immediatamente i risultati. Prendete il Milan: con Paletta e Romagnoli aveva trovato un equilibrio difensivo. Perso Romagnoli per una partita, rimpiazzato dal paraguayano Gomez, sono stati dolori. E vien da sorridere che l’arcangelo Gabriel(Paletta), nella partita contro il Sassuolo, per quanti errori abbia compiuto in difesa, poi abbia trovato resurrezione con il gol di testa degno del miglior Van Basten. Meglio evitarli, i gol.
L’Inter è la solita squadra di svagatoni e non si pente mai. Errori su errori, debolezze su debolezze, maniacale nel subire lo svantaggio per poi ricucire, spesso con risultati deludenti.  Che a Joao Miranda si aggiunga Ranocchia piuttosto che Murillo, conta poco: resta un duo difensivo a gamba zoppicante. Il brasiliano dirige e tranquillizza, gli altri due si perdono gli avversari. Difficile pensare che a Milano cambino i tecnici, e restino sempre le crepe difensive. Inutile dare colpe agli allenatori se i giocatori hanno mente svagata, concentrazione da bambini dell’asilo e ricadono sempre negli stessi errori.
Morale degli incubi: chi sceglie i difensori (dirigenti, talent scout) spesso non ci prende. Chi li allena si illude di migliorarli. La qualità sul mercato non è di grande valore: non solo a livello italiano, ma internazionale. Il nostro calcio non alleva più difensori con la bravura e la capacità di insegnamento di un tempo quando, innanzitutto, si spiegava la difesa a uomo e non si accettavano fraintendimenti sulla difesa a zona: si chiama zona, ma in area la marcatura è a uomo e quasi mai guardando il pallone. Qui,invece, capita il contrario e piovono gol. Aggiungiamo: i centrocampisti spesso lasciano i difensori in balia del vento avversario e le frittate si compiono.
Dunque che dire di questo campionato? Bello per i gol segnati? Probabile. Brutto per i troppi gol subiti? Certamente. Il gruviera difensivo non è mai stato un formaggio di successo.


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