Fotografia

Da Tom Sandberg a oggi: a Modena il Nord Europa in fotografia

Alberto Pelucco
16 settembre 2015
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Tom Sandberg Untitled, 2010 Courtesy: Tom Sandberg Estate

Abbiamo imparato a conoscerlo negli scritti di Arthur Conan Doyle o – negli ultimi tempi – di Stieg Larsson e Jo Nesbø, ma mai lo abbiamo visto così. Il Nord Europa è assoluto protagonista della mostra “Fotografia Contemporanea dall’Europa nord occidentale. Capitolo I”, che al Foro Boario di Modena, per iniziativa della locale Fondazione Fotografia, raggrupperà lavori di artisti di Regno Unito, Norvegia e Germania.

A dialogare con opere di Wolfgang Tillmans o Jonny Briggs, ecco i lavori di Tom Sandberg, fotografo norvegese, ricordato a un anno dalla sua scomparsa con la sezione “Tom Sandberg. Around myself”.

Nato a Narvik nel 1953, ma cresciuto a Oslo, Sandberg è conosciuto per le sue fotografie eteree; tuttavia, varia è la sua gamma di motivi. Egli può fotografare una goccia, una pozza, un modello nudo, frammenti di capelli, sfarfallio o fumo di sigaretta che si disperde nell’aria. Sandberg ha ritratto onde e orizzonti infiniti, mentre nuvole e motivi di fumo lo hanno affascinato per molti anni. Ha fotografato dagli aerei, al di fuori, in paesaggi nebbiosi e su e giù per le strade.

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Tom Sandberg Untitled, 2006 Courtesy: Tom Sandberg Estate

Queste, infatti, sono un po’ le tematiche ricorrenti in quasi tutti i fotografi di questa regione geografica, ancora intrisa di misteri, timori, dove leggende risalenti al mondo celtico si mescolano alla realtà del quotidiano. Fortunato è il tema – dal sapore quasi petrarchesco – della presenza-assenza del soggetto, immortalato magari in primo piano, ma dai contorni soffusi. Oppure di spalle o anche mentre dorme. Anche in quest’ultimo caso, il soggetto fisicamente è presente, ma non interagisce, non vive.

Vibissimo è anche l’interesse per la natura: siamo abituati a considerare Svezia e Norvegia come paesi dove l’inverno regna incontrastato, tra nevi perenni e nebbie inquietanti. Eppure, ecco apparire di colpo l’immagine di un giardino colorato o di un cielo, dove il sole fa capolino tra le nubi. Emerge un sentimento di tranquillità, subito infranto dal timore che qualcosa stia per accadere. Impossibile sapere se il cambiamento sia positivo o negativo. Di nuovo la presenza-assenza di qualcosa che avverrà quando meno ce lo aspettiamo. Questo è il mondo di Sandberg. Una realtà costituita da incubi (quelli di Munch, per intendersi), che portano a persone in lacrime o luoghi deserti. Quante volte ci è capitato, in sogno, di correre in locali ampi senza trovare nessuno? Oppure di agire all’aperto sotto un cielo minacciosamente rosso?

Villa Roosa kesänäyttely 2010 100cm x 189cm triptyykki

Ilkka Halso Garden with a View – Inside view, 2010 c-print montata su Diasec copyright l’artista Collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Terzo dei temi proposti, ma non ultimo, è il legame quasi ossessivo con il passato. Conseguenza normale di quanto detto sinora: l’uomo, timoroso di quello che potrebbe riservargli il futuro, volge a quest’ultimo le spalle. Tende a mantenere ben saldi i ponti con il passato, senza capire – in un primo momento – che quanto finito alle sue spalle, già non esiste più. Non appena se ne avvede, si accorge di quanto sia sottile il filo che lo lega alla vita, immaginata come una barca traballante. Un guscio di noce in un’acqua che da un momento all’altro può agitarsi.

Il risultato è l’angoscia, la consapevolezza che su questa terra siamo solo di passaggio. Che il nostro riflesso sul mondo prima o poi svanirà e che colorati giardini primaverili finiranno per incupirsi in fredde vette innevate. Ciò che possiamo fare è lasciare un segno del nostro passaggio. Come Sandberg, che ci ha lasciato in eredità il suo mondo, e come gli altri artisti esposti in questa mostra, da Morten Andenæs (1979, Norvegia) a Johann Arens (1981, Germania), da Jonny Briggs (1985, Regno Unito) a Willie Doherty (1959, Irlanda del Nord), da Hallgerður Hallgrímsdóttir (1984, Islanda) a Ilkka Halso (1965, Finlandia), solo per citarne alcuni.

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Astrid Kruse Jensen Disappearing into the Past #54, 2012 dalla serie “Disappearing into the Past” stampa inkjet ai pigmenti copyright l’artista Collezione Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Fotografia contemporanea dall’Europa nord occidentale. Capitolo I. Tom Sandberg. Around myself
18 settembre 2015 – 10 gennaio 2016
Foro Boario, Via Bono da Nonantola, 2 Modena,
Orari: mercoledì-venerdì 15-19 sabato-domenica 11-19 chiuso lunedì e martedì

Informazioni
Fondazione Fotografia Modena Via Emilia Centro 283, Modena
Tel. 059 239888 – 335 1621739
Mail: mostre@fondazionefotografia.org
Web: www.fondazionefotografia.org


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