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Motori

Dakar 2014: pronti alla sfida?

Davide Stefano
7 gennaio 2014

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Il conto alla rovescia che ci separa dal semaforo verde della trentacinquesima edizione della Dakar è terminato.
Per 155 piloti d’auto, 175 di moto e 71 di camion il 5 gennaio a Rosario è iniziata la lunga ed estenuante marcia che li porterà a percorre gli oltre 9000 km, con un solo obiettivo in mente, incidere il proprio nome sull’albo dei vincitori della più difficile gara del motorsport.

Cos’è la Dakar? La storia di questo rally risale al 1979, nel deserto del nord Africa, quando il pilota francese Thierry Sabine, persosi nel deserto nordafricano, decise di “far rivivere” la sua esperienza ai vari piloti professionisti i quali, dimostrandosi capaci di dominare il deserto, avrebbero potuto accrescere il proprio prestigio personale.

Le tappe originarie della (Parigi)-Dakar si snodavano – da qui il nome – dalla capitale francese sino alla città marocchina. Tuttavia delle trascorse trentaquattro edizioni solamente diciotto hanno avuto come tracciato quello originario.
Su tutte le modifiche, la più importante e, se vogliamo, folle, fu quella del 1992, che ebbe partenza a Parigi e epilogo a Città del Capo (vincitori Auriol, auto; Perlini, camion; Peterhansel, moto).
Dal 2009 la corsa ha spostato permanentemente il suo percorso in Sudamerica, Argentina, Bolivia e Cile: da Rosario (Argentina) a Valparaiso (Cile), saranno 9000 i chilometri complessivi e oltre 5000 quelli che compongono le prove speciali.
Le vetture che prendono parte al rally sono divise in tre grandi macro categorie: Auto, Camion, Quod e Moto. La distinzione è quindi solamente di “genere”, dato che le vetture sono tra di loro assolutamente eterogenee; basti pensare che nella categoria auto sono compresenti il grande Hummer di Robby Gordon e l’italianissima PanDakar, rielaborazione del gioiellino Fiat: tutto ciò a dimostrazione che qui più che mai a far la differenza è il pilota e il suo team.
Di qualsiasi categoria si tratti, le vetture sono sottoposte a rigidi controlli di affidabilità ed è necessario per ogni partecipante essere dotato di un team di supporto, una vera e propria “autofficina” mobile in grado di poter prestare assistenza al concorrente in ogni momento della gara. Ciò rappresenta un grave ostacolo di natura economica per i partecipanti. Il rally è infatti aperto a tutti i piloti in grado di poter pagare l’elevato costo di partecipazione, all’incirca 60.000 euro, più l’abitacolo, per un pilota amatoriale di categoria auto.
La grande partecipazione alla Dakar, unita all’estrema difficoltà della gara, comporta tuttavia ogni anno gravi incidenti, spesso mortali.

Davide Stefano


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