Il mio punto di vista

Dal cuore, per il cuore

Gabriella Magnoni Dompé
13 febbraio 2013

“San Valentino è la festa per un vero cretino”, dice il detto. Personalmente vorrei spezzare una lancia a favore di una festività che, tutto sommato, ripropone un tema che forse ormai di notizia ne fa ben poca: ovvero l’amore.
I bad boys e le bad girls sono sicuramente i prototipi e le icone del nostro tempo e, purtroppo, anche i modelli dei nostri figli. Cinicamente disincantati nei confronti di una vita tutta in salita non vogliono avere il tempo per sentimentalismi caramellati.
In realtà trovo un po’ desolante pensare che in una società come la nostra – che si ritiene evoluta e massimamente civilizzata – una festa abbia oramai assunto il cuore non come simbolo di sentimenti profondi ed autentica affettuosità, ma invece come mero oggetto consumistico. D’altra parte, a ben vedere tutte le festività oggigiorno sono sfruttate in questo senso. E se mai poi in questo preciso momento San Valentino potesse veramente avere una valenza consumistica, allora – molto francamente – BEN VENGA! Purtroppo temo che ci voglia ben altro per spronare gli italiani al consumo in questo momento…
In un’epoca di esempi negativi e deprimenti, la vecchia immagine dei due cuori e una capanna si può rivelare un figura capace di mantenere un significato estremamente attuale e da cui imparare: l’amore in sé e per sé, un amore per così dire minimal, senza bisogno delle frivolezze di un gran cinema.
Parlare d’amore è difficilissimo, lo è sempre stato e lo sarà sempre. Insegnarlo lo è ancora di più. Per non parlare poi di trovare un soggetto adatto a cui dedicarlo. Sì, esatto, quello con la A maiuscola.
A questo punto la parola “amore” può risultare persino noiosa.
Ma l’amore è anche amicizia. Un sentimento che, oggi come oggi, pare essere di gran moda, con quel suo potere consolatorio così necessario nel nostro panorama italico in precario equilibrio.
Lamentarsi con un amico, confidarsi, aprirsi, ricevere poche parole di sincero calore è già un bene raro a trovarsi. Soprattutto in una contemporaneità in cui si è decisamente più disposti a parlare che ad ascoltare. Soffermarsi con qualcuno a cui si tiene, anche per un semplice scambio di battute rasserenanti può essere una valvola di sfogo preziosissima e… gratuita.
San Valentino dunque vista anche come la festa della semplicità e del sentimento che può essere riscoperta in un’Italia diventata improvvisamente “tirchia”. La si può festeggiare con una semplice telefonata, con un sms, con uno sticker, con un post-it lasciato sul comodino.
E allora al bando il clima di rappresaglie politiche, di campagna elettorale accesa, di un Papa che si congeda, e spazio all’immagine del cuore rosso. Cicciottello, traslucido, allegro e straripante di pensieri positivi e di energia costruttiva. Mi piace guardarmi intorno e vedere le vetrine dei negozi piene di cuoricini, i cartelloni pubblicitari ridondanti di scritte amorose, tutto di rosso vestito. E’ rassicurante intravedere nelle pasticcerie il ritorno degli eterni fidanzatini di Peynet.
Eterni così come il nostro desiderio di amore che, in ogni età, sempre rimane.

Gabriella Magnoni Dompé