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Dalla Kostner alla Errigo, vola l’Italia in rosa. Conte ct smorfioso

Riccardo Signori
18 gennaio 2016

Carolina-Kostner-1

C’è stato un bel po’ di azzurro-ottimismo nel fine settimana: Carolina Kostner è tornata ad una esibizione ufficiale sul ghiaccio, Federica Brignone  ha conquistato il terzo posto nel gigante di Flachau, Giuliano Razzoli e Stefano Gross secondo e terzo nello slalom di Wengen, Federico Pellegrino ha dominato nelle gare sprint del fondo ripescando sensazioni che la specialità non viveva da anni, la staffetta rosa del biathlon terza in una gara di coppa del mondo. Arianna Errigo ha conquistato, a Danzica, la sua seconda vittoria in coppa del mondo di fioretto, mentre la squadra maschile del fioretto ha conquistato la qualificazione ai Giochi olimpici di Rio. L’Italia della pallanuoto, maschile e femminile, sta passando di vittoria in vittoria agli europei che regalano solo un posto di qualificazione ai Giochi e, invece, le ragazze dell’inseguimento a squadre su pista, nel ciclismo, hanno ottenuto una storica qualificazione alle Olimpiadi grazie alla prova di coppa del mondo a Hong Kong: è la prima volta che accade e le quattro pistards sono le prime a raggiungere l’obbiettivo fra la gente del ciclismo. Le guida una ragazza cuneese di 17 anni, Elisa Balsamo, che al liceo classico ha la media oltre l’8 e nel tempo libero suona il piano. Niente male per dimostrare ai maschi che nulla è impossibile.

Siamo partiti con il ritorno di Carolina Kostner, in una gara ad Osaka dopo i 22 mesi di lontananza per scontare la pena dovuta all’amor ora perduto (leggi Alex Schwazer) e siamo arrivati a quattro ragazze che pochi si filano, ma credono nello sport e nelle sue leggi. Il ritorno di Carolina, che presto farà sapere se intende riprovarci ai mondiali di marzo o, meglio, alle Olimpiadi invernali 2018 in Corea del Sud, è la musica di una sirena che ha peccato, pagato ed ora vorremmo rivedere nel suo splendore sui pattini e sul ghiaccio. Tutto l’azzurro sorriso del fine settimana, invece, è la dimostrazione che lo sport italiano è legato alla sua vie en rose, ma che pure i maschi ci stanno mettendo impegno.

Conte

Proprio per questo suonano stonate le proteste di Antonio Conte, ct dell’Italia del calcio, infuriato per decisioni che non agevolano la sua nazionale in vista degli europei di giugno. Davanti a tanti ragazzi che si battono per l’azzurro, o per cercare un posto alle Olimpiadi o sul podio, la rabbia del ct a causa di uno stage mancato  somiglia ad un pietoso alibi  per avvalorare l’ addio a fine stagione ed andare a guadagnare danari e fama in una squadra di club: che si tratti del Paris Saint Germain oppure del Milan. Non è bello vedere un ct che trova ogni appiglio per sganciarsi dalla nazionale: fra Conte e l’azzurro non è stato mai vero amore. Era molto più credibile quando lo vestiva da giocatore.


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