Arte

Dalla Russia a Torino: la Sacra Famiglia di Raffaello a Palazzo Madama

Virginia Francesca Grassi
20 dicembre 2013

241_RE_91

A partire dal 21 dicembre, fino al 23 febbraio, Palazzo Madama ospita la Sacra Famiglia di Raffaello, meglio conosciuta come la Sacra Famiglia con san Giuseppe imberbe, appartenente alle collezioni del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo. Il pubblico italiano potrà così finalmente ammirare una delle opere “perdute” del grande maestro del Rinascimento, esposta in Torre Tesori, al piano terra, grazie alla preziosa collaborazione tra le due istituzioni museali – che si era già rivelata vincente a partire dalla mostra “Il Collezionista di Meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky”.
L’opera fu dipinta probabilmente intorno al 1506, quando Raffaello era poco più che ventenne: fresco degli insegnamenti del Perugino, già collaboratore a Siena del Pinturicchio, ormai approdato a una fase più matura della sua crescita artistica, dopo aver realizzato nel 1504 Lo sposalizio della vergine, il giovane artista era riuscito a farsi conoscere nella sua terra d’origine, l’Umbria, e si accingeva a conquistare con la sua maestria anche Firenze. Il capoluogo toscano gli permise di approfondire lo studio dei modelli quattrocenteschi, a partire da Donatello, e di confrontarsi con gli insegnamenti di Leonardo e di Michelangelo, che all’epoca del suo arrivo erano impegnati con gli affreschi del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.
Il perfetto equilibrio di forme, proporzioni, prospettiva e colori, nonché lo studio raffinatissimo sui dettagli e sull’espressività dei soggetti ha indubbiamente incoronato Raffaello come uno dei maestri della storia dell’arte. E questa Sacra Famiglia ne diviene la testimonianza più concreta.
Basti pensare che nel 1832 così ne scriveva Honoré de Balzac: “Ogni figura è un mondo, un ritratto il cui modello apparve in una visione sublime, intriso di luce, designato da una voce interiore, tracciato da un dito celeste”.
Il collaudato soggetto della Madonna col bambino, gravato da una serie di schematismi tradizionali, viene studiato e rinnovato dal grande artista che riesce a creare diverse variazioni sul tema e ad introdurre nelle sue opere un linguaggio drammatico, frutto di una ricerca sull’espressione delle passioni. Nella Sacra Famiglia con san Giuseppe imberbe, ad esempio, rispetto all’ampio sfondo di paesaggio che domina negli esempi più noti e celebrati, Raffaello privilegia un’imponente quinta architettonica. La Vergine, idealizzata e con lo sguardo perso in meditazione, indossa abiti classicheggianti; un velo cangiante e un nastro rosso trattengono la sofisticata acconciatura con trecce. Giuseppe le fa da contraltare, in piedi, col capo canuto e col bastone, ma senza la tipica barba. I tre personaggi si guardano l’un l’altro, in un gioco studiatissimo di rimandi incrociati, con un tono di pensosa malinconia: Giuseppe è mesto mentre osserva il Bambino, che lo ricambia a sua volta, così come Maria sembra presa dal rassegnato presagio del destino tragico del figlio. Questi, in grembo alla madre e nudo, a simboleggiare che Cristo è vero Uomo, sembra cercare protezione da tale cupo presagio aggrappandosi al seno di Maria.
L’opera è stata identificata con uno dei due “quadri di Nostra Donna” che Giorgio Vasari segnala tra quelli realizzati per Guidobaldo da Montefeltro, duca di Urbino. Nel Settecento le sue tracce si spostano in Francia, nella celebre collezione di Pierre Crozat (1665 – 1740), mentre nel 1772 arrivò in Russia per acquisto dell’imperatrice Caterina II e nel 1827 fu oggetto di restauro con il trasferimento della pittura dalla tavola alla tela.
E mentre il dipinto di Raffaello sarà a Torino, un’altra grande opera del Rinascimento italiano, il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, appartenente alle raccolte di Palazzo Madama, è esposto a San Pietroburgo, in uno scambio finalizzato a sottolineare i rapporti di collaborazione culturale e scientifica tra le due istituzioni.

Virginia Grassi

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica
Piazza Castello, Torino
La mostra è compresa nel biglietto del Museo: intero € 10, ridotto € 8,
gratuito ragazzi minori di 18 anni
Orario del museo: martedì-sabato 10-18, domenica 10-19, chiuso lunedì. La
biglietteria chiude un’ora prima
Informazioni per il pubblico: 011 4433501 – sito www.palazzomadamatorino.it


Potrebbe interessarti anche