Interviste

Daniela Bentivoglio: l’arte del gioiello

Martina D'Amelio
6 novembre 2014

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La designer di alta gioielleria Daniela Bentivoglio racconta a Luuk Magazine la collaborazione con la pittrice africana Esther Mahlangu, in mostra nella nuova boutique di Monte Carlo. Un viaggio tra arte e storia con due protagoniste tutte al femminile: le donne e le pietre preziose.

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Inaugurato di recente, il monomarca di gioielli e accessori di Monte Carlo ospita fino al 20 novembre le opere dell’artista appartenente alla tribù Kwa-Ndebele”. Cosa unisce Daniela Bentivoglio, erede di un’antica famiglia mantovana, discendente dal ceppo dei Bentivoglio di Bologna, con Esther Mahlangu? Per prima cosa una collezione ispirata ai colori e ai motivi del Continente Nero, di cui parte del ricavato servirà ad aiutare la scuola femminile che la pittrice africana dirige nel suo Paese. Il resto, scopriamolo insieme in questa intervista.

Com’è nata la sua collaborazione con Esther Mahlangu?
Ho visto le sue opere in mostra e mi sono subito appassionata ai suoi colori, alla sua storia e alla sua arte. Esther Mahlangu dirige una scuola femminile nella propria tribù: le donne di etnia Ndebele tramandano di madre in figlia il rituale di dipingere i muri delle loro case, per celebrare il passaggio all’età adulta. I disegni provengono da un repertorio di figure tradizionali che esse utilizzano combinandole liberamente. Questa speciale relazione che le donne africane hanno con la propria casa permette loro di esprimere la propria personalità in rapporto alle altre spose del capo famiglia, affermandosi come donne mature e capaci di gestire la vita domestica. Ho pensato istintivamente alla storia della mia famiglia, costellata da giuriste, filosofe, accademiche, pittrici o scultrici. Le Bentivoglio nei secoli contribuirono a sfatare il mito negativo del desiderio di fama femminile, vera mortificazione della libera creatività che pesò sull’immaginario del gentil sesso per molti secoli. Due mondi, due culture lontane con un comune denominatore: le donne come protagoniste e la loro voglia di riscatto.

Lei infatti proviene da una nobile famiglia italiana. È stato difficile conciliare larte africana e larte orafa delle sue origini in questa collezione?
Esther Mahlangu ha una freschezza fuori dal comune: le sue opere esprimono serenità attraverso geometrie e combinazioni di colori. Una tecnica astratta fatta di rapporti tra tonalità e forme ben precisi, nascosta dietro un linguaggio apparentemente semplice ma la cui lettura può risultare molto complessa. Anche io ho un’attrazione per la composizione delle figure e dei colori. Ma l’estro e l’istinto in gioielleria devono essere supportati da un accurato lavoro di ricerca e selezione di pietre preziose, così come da una sapiente lavorazione. Solo in questo modo si possono ottenere dei pezzi unici di alta gamma, insoliti ma estremamente indossabili. Il segreto è mescolare, combinare la materia nella sua versatilità: accostare una pietra preziosa con qualcosa che naturalmente non lo è, rendendola speciale tramite quello che definisco un “gioco creativo“. Un esempio? Il medaglione realizzato per la mostra di Monte Carlo, composto da diamanti ice ancora allo stato grezzo e circondato da altrettanti nelle sfumature del rosa, del giallo, dell’azzurro e del nero, accostati a brillanti tagliati a regola d’arte per esaltarne al massimo la lucentezza. O ancora i lunghi pendenti composti da sassi raccolti sulla spiaggia, circondati da diamanti purissimi. Estro e istintualità, combinate con la grande competenza dei maestri orafi, possono produrre dei veri capolavori.

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Daniela Bentivoglio non è solo gioielli, ma anche accessori di alta gamma
Insieme alla collezione di gioielli, la linea di borse e cinture è frutto di un’attenta ricerca dei materiali, spesso mixati in maniera inusuale: broccati e pelli, plexiglass e raso, stoffe tessute a telaio con rettili, coccodrilli e pizzi incrostati di gemme semipreziose, tutti cuciti rigorosamente a mano. Le pietre restano sempre protagoniste, anche come charms da borsa che all’occorrenza si trasformano in bracciali o collane da indossare: un vero e proprio dettaglio di stile che rende ogni accessorio speciale.

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Di recente ha inaugurato una nuova boutique a Monte Carlo. Sono previste altre aperture?
La prima città su cui punto è Milano, per poi passare a Londra e Parigi. E sono in vista nuove collaborazioni con importanti multibrand, in Italia e all’estero.

Lei definisce le proprie creazioni “Art Jewelry. Che caratteristiche deve avere un gioiello per essere unico come unopera darte?
Senza dubbio quella di mantenere la sua bellezza e il suo fascino al di là delle mode e del tempo, regalando un’emozione ogni volta che lo indossi, lo vivi.

In copertina la designer Daniela Bentivoglio. Dall’alto, la pittrice Esther Mahlangu, una selezione di gioielli e accessori firmati Daniela Bentivoglio e l’interno dello showroom mantovano, ospitato in un suggestivo palazzo ottocentesco. In chiusura, la nuova vetrina di Monte Carlo al numero 7 di Boulevard des Moulins.


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