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Davide Oldani rilancia: ecco il nuovo D’O

Jennifer Courson Guerra
4 luglio 2016

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Un ritorno alle origini, alla quintessenza. La piazza della chiesa vecchia di San Pietro all’Olmo, a Cornaredo, che nel Medioevo segnalava con i suoi bassorilievi che i pellegrini avrebbero trovato rifugio e qualcosa da mangiare, ospita D’O, il nuovo ristorante di Davide Oldani. Un nome che sembra richiamarsi al verbo “do”, perché il cibo è dono, è nutrimento, è accoglienza.

Per questo il nuovo locale è pensato come una casa: ecco  allora il tinello anni ’70, le tende a quadrettini e soprattutto la cucina a vista “Armonia”. “Desidero che la porta del ristorante sia aperta, in tutti i sensi, che una parte della preparazione del menu avvenga davanti agli ospiti. L’obiettivo è coinvolgerli a trecentosessanta gradi, in un ambiente esteticamente bello ma anche accogliente”, spiega lo chef.

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Lo spazio è stato progettato da Studio Lissoni, ma Oldani tiene anche a ricordare i nomi di Ugo Pennella, che ha seguito il progetto strutturale, e degli architetti David Lopez Quincoces e Stefano Castelli. Lo chef non dimentica quanto ogni singolo contributo sia indispensabile per la riuscita dell’opera. E così ha disegnato personalmente alcune stoviglie e alcuni degli arredi in legno di olmo. L’olmo che campeggia nella piazzetta San Pietro, segnando una continuità tra passato e presente.

Si parla tanto anche di futuro in casa Oldani: dieci nuovi piatti verranno proposti nel nuovo D’O, affiancati a quelli “tradizionali” della cucina pop firmata dallo chef. Dietro le quinte, al piano inferiore, il laboratorio di ricerca e di sviluppo, interamente dedicato all’avanguardia del brand D’O e dei suoi prodotti.


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