Fotografia

Dell’infingimento: tutto quello che credavamo di sapere sulla fotografia

Francesco Costa
1 giugno 2016
Olivier Richon

Olivier Richon

Nella fotografia, le immagini nascono attraverso lo sguardo dell’autore. Ciò premesso, la realtà mostrata dal mezzo fotografico può quindi essere considerata vera, o è solo una di molteplici interpretazioni soggettive? Il mondo rivelato dall’occhio dell’artista in cosa differisce da quello osservato da occhi comuni? Questa suggestiva tematica di stampo iconologico è l’oggetto della mostra “Dell’infingimento. Quello che noi crediamo di sapere della fotografia”, ospitata dal Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (MB), dal 14 maggio al 20 luglio 2016.

Alessandra Spranzi

Alessandra Spranzi

Il percorso espositivo, curato da Alberto Zanchetta ed Elio Grazioli, propone le opere di sedici importanti autori italiani e internazionali, provenienti dalla Collezione Malerba, nata nel 1990 grazie alla passione dei coniugi Mila e Alessandro Malerba, diventata nel corso degli anni un importante riferimento nazionale sia per la fotografia storica che per quella contemporanea. Come spiega Zanchetta, se la fotografia mostra il mondo colto dall’occhio del fotografo, esso sarà “ passibile di verità e inganni, di equivoci e di trucchi ottici”, arrivando a considerare, in un parallelismo con il teatro, la “messa in posa” un artificio analogo alla “messa in scena”.

  • Nobuyoshi Araki

  • Nobuyoshi Araki

Il percorso espositivo presenta opere che coinvolgono  persone, luoghi e situazioni, stimolando il visitatore ad un’analisi personale. In questo gioco di realtà, finzione ed interpretazioni soggettive, l’autore Nobuyoshi Araki ricorre ad una maschera per dissimulare il proprio aspetto, mentre Yasumasa Morimura s’immedesima nelle dive del cinema e in icone dell’arte, autorappresentandosi come Marlene Dietrich, Sophia Loren, Marilyn Monroe e Frida Kahlo.

  • Yasumasa Morimura

  • Yasumasa Morimura

Olivier Richon e Lukas Einsele si confrontano invece con l’idea della natura morta, sfidando gli equilibri della composizione pittorica attraverso l’immagine di una tavola imbandita. Nelle immagini di Tracey Moffatt e Annabel Elgar persone e luoghi interpretano storie connesse all’identità razziale, mentre Mino Di Vita raffigura una Venezia notturna, immobile e svuotata dall’assedio dei turisti durante il giorno, riuscendo a trasformarla in una quinta scenografica.

  • Tracey Moffatt

  • Luigi Ghirri

  • Annabel Elgar

Dell’Infingimento. Quello che noi crediamo di sapere della fotografia
14 maggio – 20 luglio 2016
Lissone (MB), Museo d’arte contemporanea (viale Padania 6)
Orari:  mercoledì e venerdì, 10.00-13.00;  giovedì, 16.00-23.00;  sabato e domenica, 10.00-12.00; 15.00-19.00


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