Design

Designer focus: Ross Lovegrove

Davide Chiesa
16 dicembre 2014

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Un’attività che dura da più di trent’anni nel campo del design, vincitore di numerosi premi internazionali, pubblicato su tutte le più importanti riviste di settore, con opere esposte al MOMA e al Guggenheim di New York, al Centre Pompidou di Parigi e al Design Museum di Londra: è Ross Lovegrove, classe 1958, gallese di nascita.

Formatosi tra le migliori scuole di design tra Manchester e Londra, fin dai primi anni ’80 ha compreso l’importanza di operare su scenari internazionali e ha quindi collaborato come designer per Frog Design in Germania, trasferendosi poi a Parigi come consulente per Knoll International. È stato in seguito invitato a partecipare al famoso Atelier de Nimes insieme con Jean Nouvel e Philippe Starck, realizzando importanti progetti e consulenze per Cacharel, Louis Vuitton, Hermès e Dupont. Tornato a Londra a metà degli anni 80, si sono aperte le collaborazioni che lo hanno consacrato come uno dei designer inglesi più autorevoli fino ai giorni nostri, collaborazioni con Kartell, Cappellini, Moroso, Luceplan, Driade, Apple, Issey Miyake, Vitra, per citarne solo alcuni.

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All’interno del lavoro di Ross Lovegrove si ritrovano sempre tre ingredienti fondamentali, che si influenzano a vicenda: in primo luogo una forte componente tecnologica nella scelta dei campi progettuali, a seguire una costante e approfondita ricerca sui materiali e sulle loro possibili espressioni fisiche, il tutto alimentato da una decisa e intelligente ispirazione organica; i suoi oggetti prendono spesso in prestito le loro forme dalla natura, ma sono pensati e realizzati tramite l’utilizzo di tecnologie innovative e con nuove e interessanti applicazioni sui materiali.

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Si ritrova sempre un approccio profondamente umano e possibilista verso nuove risorse nei suoi disegni, che proiettano in avanti un’idea di ottimismo e di vitalità innovativa in tutto ciò che diventa oggetto di progettazione, siano sedie, lampade, automobili o architetture.

Oltre agli elementi caratteriali del design, viene posto inoltre un grosso accento sull’aspetto peculiare del lavoro di Lovegrove, come se ogni oggetto dovesse essere immediatamente riconoscibile e quasi portare la sua firma inscritta nel proprio DNA, perché una forte identità progettuale conferisce un valore aggiunto al proprio design.

Davide Chiesa
www.davidechiesa.com