Cinema

Di Caprio re di Wall Street

Giorgio Raulli
18 febbraio 2014

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Alla fine degli anni ’80 il giovane Jordan Belfort (Leonardo DiCaprio) inizia la sua carriera come apprendista broker a Wall Street, sotto la guida dell’eccentrico Mark Hannah (Matthew McConaughey), il quale lo introduce a uno stile di vita fatto di eccessi, tra droga sesso e alcol, col fine esclusivo di conseguire importanti risultati economici. Grazie al suo stile aggressivo Jordan riesce a farsi strada e, dopo aver incontrato Donnie Azoff (Jonah Hill), decide di fondare con lui uno studio, ingaggiando vari malviventi e truffatori. Belfort tradisce regolarmente la moglie Teresa (Cristin Milioti, la “madre” di How I Met Your Mother) con diverse prostitute e ben presto incontra la bellissima Naomi Lapaglia (Margot Robbie), con cui vorrà sposarsi in seconde nozze. Intanto l’agente FBI Patrick Denham (Kyle Chandler) inizia a indagare sulla sua società e, per nascondere i proventi illeciti, Belfort apre un conto svizzero, con l’aiuto del banchiere Saurel (Jean Dujardin).  Ma le cose iniziano a non andare più secondo i piani.

THE WOLF OF WALL STREET

The Wolf of Wall Street è l’ultima fatica di Martin Scorsese, che si è lasciato ispirare dalla vera storia di Jordan Belfort, documentata in un’autobiografia omonima. Il film segue la vita e le opere di un truffatore di Borsa, innescando molte opinioni contrastanti, in particolare riguardanti una sbagliata fotografia di un’epoca e l’elevazione ad eroe carismatico di un criminale: le grottesche trasgressioni e spettacolarità esibite nella vita di Belfort, soprattutto in ambito lavorativo, non hanno certo lo scopo di descrivere la società corrotta degli anni ’80, ma piuttosto trasportano all’esterno le follie e le manie di un uomo che definire sopra le righe è dir poco. Senza far pesare sulla pellicola un giudizio troppo morale, il regista si limita, con le ovvie esagerazioni cinematografiche del caso, a farci conoscere il capitalismo più crudele, dove non solo i pacchetti azionari, ma anche le persone, le istituzioni, le droghe, l’amicizia, i principi morali, sono una merce come un’altra. Piuttosto che un idolo carismatico, il personaggio di DiCaprio è un pazzo, pieno di nevrosi e manie, un leader sì autorevole – per i suoi broker -, ma avido e stupido, dipendente, più che dalle droghe e dal sesso, dal potere e dalla ricchezza.

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Il “lupo” DiCaprio conferma il suo talento senza deludere; non da meno l’intero cast – a spiccare è l’interpretazione di Jonah Hill, capace di dare vita ad un personaggio assurdo e tuttavia credibile; interessante anche il cameo iniziale di  McConaughey, che fa rimpiangere un po’ la sua assenza nel resto del film. Con The Wolf of Wall Street Scorsese mette di fronte al pubblico una strana commedia, fatta di spettacolarizzazioni e cinismo, un film che sembra non voler dire nulla, ma che alla fine trasmette molto. Cinque le nomination agli Oscar (Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura non originale, Miglior Attore protagonista e Miglior Attore non protagonista).

Giorgio Raulli


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