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Arte

Dialoghi tra capolavori alla Pinacoteca di Brera

Rita Cotilli
25 giugno 2016
Nuovo allestimento Sala VI Pinacoteca di Brera

Nuovo allestimento Sala VI Pinacoteca di Brera

Dal 16 giugno al 25 settembre la Pinacoteca di Brera mette a confronto tre capolavori dell’arte italiana, partendo da uno dei suoi simboli più illustri: il Cristo morto di Mantegna. Ad esso saranno, infatti, accostate due opere basate sul medesimo soggetto, realizzate da Annibale Carracci e Orazio Borgianni.

Si tratta del secondo “dialogo”  proposto dalla galleria milanese e dal suo direttore James Bradburne, dopo quello tra i due “Sposalizi della Vergine” di Raffaello e del Perugino – visitabile ancora fino al 26 giugno –, raccontando i temi che hanno caratterizzato l’arte italiana del passato, alla luce delle differenti prospettive di chi li ha concepiti e rivisitati.

1)Cristo morto nel sepolcro e tre dolenti, 1470-1474, Andrea Mantegna

Cristo morto nel sepolcro e tre dolenti, 1470-1474, Andrea Mantegna

Il “Secondo dialogo intorno al Mantegna”, accompagnato dal catalogo edito da Skira, costituisce quindi l’occasione per approfondire la straordinaria influenza del pittore veneto sulle successive generazioni di artisti. Il dipinto, realizzato intorno agli anni ottanta del ‘400, godette infatti di notevole fortuna tra i posteri, grazie soprattutto all’innovativa resa prospettica della figura, caratterizzata da una straordinaria forza espressiva e da una sorprendente compostezza severa, quasi marmorea.

Un secolo dopo, il bolognese Annibale Carracci, che aveva sicuramente avuto modo di vedere dal vivo la tela di Mantegna, riprende il tema dello “scorcio”, attraverso il quale raccontare il passo evangelico, reso con un intenso realismo. Non compaiono più le figure dei dolenti accanto al corpo di Cristo, che invece ora occupa tutto il campo visivo, con le ferite sanguinanti e la bocca ancora semichiusa. Il crudo verismo dell’opera è accentuato dagli strumenti della passione che, in primo piano, ricordano allo spettatore il fatto funesto appena concluso.

Cristo morto e strumenti della passione, 1583-1585, Annibale Carracci

Cristo morto e strumenti della passione, 1583-1585, Annibale Carracci

Anche nel Seicento il tema sarà ripreso, soprattutto da artisti che si rifanno a Caravaggio nella scelta cromatica e nell’utilizzo della luce come mezzo di rappresentazione. Tra questi, Orazio Borgianni che ne dipinse due copie, una appartenente alla Fondazione Roberto Longhi e una ospitata a Palazzo Spada a Roma. Proprio quest’ultima è messa a confronto, insieme a quella di Carracci, con l’opera di Mantegna, mettendo in risalto i mutamenti artistici avvenuti nell’arco di due secoli.

L’evento sarà anche l’occasione per ammirare il nuovo allestimento delle sale della Pinacoteca, caratterizzato da didascalie più articolate, illuminazione e colori completamente rinnovati, il cui progetto di restyling terminerà nella primavera del 2018.

Compianto sul Cristo morto, 1615, Orazio Borgianni

Compianto sul Cristo morto, 1615, Orazio Borgianni

Un confronto quindi tra capolavori, che testimonia la straordinaria potenza dell’arte, capace di influenzare artisti appartenenti ad epoche, località e correnti culturali differenti, dialogando tra loro attraverso la scelta di un tema che travalica il tempo. 

Secondo dialogo attorno a Mantegna
16 giugno/25 settembre 2016
Pinacoteca di Brera, Sala VI
Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 8.30–19.15; giovedì 8.30-22.15; lunedì chiuso

Attorno a Mantegna – Andrea Mantegna: New Perspectives“, secondo dialogo a cura di Keith Christiansen, Skirà.


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