Motori

Diamo il benvenuto alla nuova sportiva compatta: la Toyota GT68

Giorgio Merlino
15 maggio 2012

Toyota presenta quest’anno la nuova GT86. Nata dall’alleanza tra Subaru e Toyota, l’auto sembra possedere tutte le carte in regola per essere definita una pura Sport Car, perciò andiamo insieme a conoscerla.
L’attesissima compatta sportiva è ideata per tutti quelli che non vedono la guida come una necessità, ma come una passione e grazie alla sua carrozzeria leggera e altamente aerodinamica, costruita attorno ad un telaio estremamente rigido, la nuova GT86 è stata progettata su una piattaforma completamente nuova che la rende la 4 posti sportiva più compatta al mondo.
La GT86 vede protagonista il primo motore “boxer” 4 cilindri contrapposti con tecnologia D-4S. Il motore da 1,998cc e 147 kW di cilindrata è in grado di sviluppare 100 CV per litro senza ricorrere a un turbocompressore; è infatti affiancato, per la prima volta, dall’ultima generazione della tecnologia D-4S. Con doppi iniettori separati, la trasmissione D-4S consente, secondo i regimi del motore, sia l’alta pressione dell’iniezione diretta all’interno del cilindro che la classica iniezione indiretta, ma anche unicamente diretta. Di conseguenza, l’aspirazione di aria e carburante è bilanciata con qualsiasi velocità del motore, incrementando così le reattività della farfalla, la potenza e i livelli di coppia.
Meticolosa è stata anche la messa a punto della trasmissione, disponibile in sei rapporti sia manuale sia automatica, in grado di offrire un cambio molto rapido e preciso, aiutato dall’utilizzo di una leva ergonomica o da comandi al volante dotati di un convertitore tra i più veloci al mondo.
Il contenimento del peso è tra gli aspetti che hanno impegnato maggiormente gli ingegneri Toyota, ma grazie al format a quattro cilindri e a un baricentro veramente basso, la GT86 può permettersi un peso complessivo di soli 1,239 kg, senza intaccare la tenuta.
Per dimostrare che Toyota sembra aver pensato proprio a tutto, rileviamo che la nuova Sport Car è equipaggiata con un servosterzo elettronico di tipo coassiale, reattivi freni con dischi ventilati e cerchi in lega da 17 pollici con un diametro di soli 49 mm per ridurne il peso ed evitare perdita di rigidità.
Durante lo sviluppo della GT86, una 2000 GT è rimasta parcheggiata accanto al modello in costruzione. Di conseguenza, l’essenza di questo straordinario modello del 1967 è stata trasferita nel design della GT86, come si osserva in diversi dettagli presenti sull’intera scocca, in particolare nell’assenza delle linee di taglio nella sovrastruttura dell’abitacolo, nelle forme dei cristalli laterali e in quella del parafango posteriore.
Il linguaggio stilistico viene però arricchito dal design “Scorpion” della griglia inferiore, dalla penetrante luminosità dei fari bi-xeno con scarica ad alta Intensità (HID) e da quella delle luci di marcia diurna a LED, capaci di conferire alla GT86 un aspetto ancora più aggressivo e sportivo.
Per non accontentarsi, Toyota ha ricorso a un esclusivo concetto di design chiamato “Aero Sandwiching”: la spinta del veicolo viene garantita dall’aria proveniente praticamente da tutte le direzioni, in maniera tale da mantenere la stabilità verticale ed orizzontale. In questo modo, il mezzo rimane stabile evitando di incrementare il peso della downforce, senza pregiudicarne il coefficiente di resistenza aerodinamica.
Gli interni non sono lasciati al caso, anzi, sembrano essere uno dei punti di forza di questa nuova vettura. Un abitacolo ergonomico e funzionale è in grado di fare della GT86 un’estensione del corpo umano, mentre l’equipaggiamento è abbastanza minimalista: comprende, oltre al pulsante di avviamento sulla console centrale, il primo retrovisore senza cornice e un sistema audio multimediale Toyota Touch di serie.

 

Giorgio Merlino


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