Advertisement
Food

Diario di un’italiana on the road: Monk’s wine meets LeMonde

Giovanna Navassa
3 giugno 2014

IMG_4436

venerdì 23 Maggio 2014

La mia avventura inizia da Casa: Moncucco, un piccolo paesello nascosto nella campagna tra Milano e Pavia. Più precisamente parte dal Monk’s Caffè, un wine bar in cui sono stati in grado di trasformare un semplice cafè in un luogo di incontro per tutti, promuovendo la cultura dello stare assieme, della comunità e della convivialità, ma anche la cultura enogastronomica di cui non vedo tanto l’ora di parlare. Anna, la sommelier, e Florian, il manager, mi hanno regalato tutta la loro fiducia per credere in me stessa e inaugurare il mio “viaggio” organizzando con loro una serata Degustazione in collaborazione con l’azienda vitivinicola friulana LeMonde (www.lemondewine.com), cantina di riferimento delle Grave del Friuli dal 1970, rilevata dalla famiglia Maccan nel 2008 e trasformata dal giovane Alex in un’azienda di nuova generazione.

Schermata 2014-06-03 alle 16.48.29

Per non farmi mancare nulla ho voluto assaggiare anche il Sauvignon: dal sapore fresco, asciutto e vellutato, richiama il profumo del peperone e del pomodoro, con alcuni cenni di dolcezza che lo rendono avvolgente. Perfetto per essere eletto il Vino della 1° tappa del mio Tour.

Grazie LeMonde, grazie Monks Caffè, una partenza strepitosa!

“VINUM BONUM LAETIFICAT COR HOMINIS” – W.Shakespeare

Ps: seguitemi su Instagram per essere sempre aggiornati!

Pps: ovviamente non poteva mancare il terzo grado ai gestori del locale ;-) eccolo!

 

Ciao ragazzi, quando è nato il Monk’s Caffè? Da dove proviene il nome? Oggi cosa rappresenta per voi?
Florian: Il Monk’s è nato il 4 aprile 2009 ed il nome è stato scelto in collaborazione con i “co-fondatori” di questo bar, vale a dire i ragazzi della zona (Francesco, Yuri, Carlo etc) che ne sono lo spirito e ai quali dobbiamo parte di questo successo. Inizialmente era un semplice bar di un campo sportivo comunale, nel corso del tempo si è trasformato in un pub ed infine in un wine bar con piccola cucina. Tutto questo grazie alla nostra passione e alla voglia di creare un luogo di incontro che porti anche le piccole comunità a conoscere la qualità della nostra cultura enogastronomica.

Schermata 2014-06-03 alle 16.48.01

Anna, cuoca e sommelier. Da dove arrivano queste passioni?
Anna: La mia passione per la cucina è data dalla famiglia di ristoratori da cui provengo, mentre quella per il vino l’ho sempre avuta. Non volevo che rimanesse un semplice hobby, volevo capire la storia ed il lavoro che sta dietro alle aziende vinicole in modo da conoscere a fondo il prodotto ed offrirlo al pubblico con la massima competenza. Ho così deciso di prendere il brevetto di sommelier professionista presso l’AIS (Associazione Italiana Sommellier) di Milano.

Questa prima serata è stata un successo. Erano previste 20 persone e ne sono arrivate il doppio. È stato un evento fine a sé stesso o è solo l’inizio di una kermesse?
Anna: Visto l’obiettivo che ci siamo posti, e cioè di creare un punto di riferimento nella cultura enogastronomica e di creare un wine bar di qualità, crediamo che sia fondamentale far partire un progetto più ampio che porti alla conoscenza di tutti i migliori produttori presenti in Italia. Questo è quindi solo il primo di una lunga serie di incontri, il prossimo dei quali si terrà giovedì 12 giugno con la collaborazione di Costaripa (http://www.costaripa.it). Siete tutti invitati a partecipare, tenetevi aggiornati sull’evento tramite la nostra pagina Facebook e affrettatevi a prenotare, i posti sono limitati!

Giovanna Navassa

Giovanna Navassa, classe 1987, studentessa di Giurisprudenza, violinista ma soprattutto food&travels lover: datemi in mano un biglietto aereo per fare il giro del mondo e un taccuino su cui annotare le ricette che incontro sulla strada e mi farete la donna più felice dell’universo!


Potrebbe interessarti anche