Letteratura

Dieci donne possono bastare al Cavaliere di Arto Paasilinna

staff
20 novembre 2011


Un Cavaliere fedifrago, un autista scaltro e dieci dame: bastano poche informazioni sul nuovo romanzo di Arto Paasilinna per stuzzicare la curiosità di un lettore. Soprattutto di chi è già a conoscenza delle doti che hanno reso lo scrittore scandinavo uno degli autori di culto in Finlandia e tra i più apprezzati all’estero.
Umorista spassoso e surreale – ma sempre pronto a riflessioni lucide e sferzanti – Paasilinna, fiore all’occhiello di Iperborea, firma con “Le dieci donne del cavaliere” il volume numero 200 sul catalogo della casa editrice milanese. Dimostrandosi ancora una volta degno della sua fama.
Nel giorno del suo compleanno, l’industriale Rauno Rämekorpi ha due ottimi motivi per festeggiare: oltre ad aver compiuto sessant’anni, è stato da poco nominato Cavaliere del Lavoro. La moglie Annikki ha organizzato in suo onore un sontuoso ricevimento, ma essendo allergica ai fiori deve liberarsi dei numerosi bouquet regalati dagli invitati. Rauno sta per recarsi in discarica su ordine della moglie, quando il malizioso tassista che lo accompagna, Seppo Sorjonen – una vecchia conoscenza per i lettori di Paasilinna –, ha un’idea migliore: perché lasciare che queste delizie vadano sprecate, quando Helsinki è piena di donne a cui rendere omaggio?
Inizia così per il Cavaliere una rassegna di visite più o meno cortesi a vecchie fiamme e nuove conoscenze, che lo porteranno da una casa all’altra, da una storia all’altra, da un letto all’altro; finché a Rauno, dopo ventiquattr’ore e nove incontri galanti, non resta che ritornare soddisfatto tra le braccia della moglie.
Il tour erotico ha così divertito il Cavaliere che questi decide, insieme all’inseparabile tassista, di rinnovare l’esperienza in occasione del Natale. Senza aver però messo in conto che dieci donne con cui giocare sono forse troppe anche per lui.
L’attempato Cavaliere Rauno Rämekorpi oscilla tra i successi sfrontati di un Don Giovanni e le ridicole disavventure di Don Chisciotte – accompagnato dall’autista-scudiero Seppo –, è il perfetto bersaglio per la proverbiale ironia di Paasilinna. L’umorismo nordico dell’autore, bizzarro ma travolgente, gioca col paradossale dando forma a scene memorabili e imprevedibili, dall’aspetto inconsueto ma affascinante, come illuminate dall’atmosfera boreale.
Il povero Cavaliere scapestrato è vittima dell’irresistibile e beffardo gioco dell’autore, che prima inebria il personaggio delle sue conquiste per poi deriderlo con gusto – suo, ma soprattutto del lettore. Eppure per il Cavaliere farfallone c’è anche di peggio: di fronte all’ira di dieci donne prese in giro, anche la migliore arma di Paasilinna sembra il minore dei mali.

 

Maria Stella Gariboldi


“Le dieci donne del Cavaliere” di Arto Paasilinna, Iperborea, traduzione di Marcello Ganassini, pp. 288.


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