Fitness & Wellness

Difendersi dalle malattie delle ossa

Alessio Rinelli
22 aprile 2013

Questa settimana vi propongo un argomento delicato ma importante, che tocca sia lo sport che la medicina: la prevenzione dell’osteoporosi e delle altre malattie delle ossa.

LA MALATTIA
L’osteoporosi provoca la perdita di massa ossea, la quale sviluppa minuscoli buchi interni che, col passare del tempo, determinano una fragilità tale da far sì che l’osso si rompa. L’osteoporosi è una malattia progressiva, che peggiora con gli anni.
Spesso tendiamo ad associare questa malattia all’età, pensando che i fattori di rischio si elevino man mano che si invecchia: non è tuttavia pienamente così.

I FATTORI DI RISCHIO
L’invecchiamento in sè costituisce un elevato fattore di rischio, ma la lista degli altri fattori incidenti è lunga.
Una bassa quantità di calcio nelle ossa è ad esempio talvolta sufficiente a causare la malattia. Anche una carenza ormonale, sia nelle donne che negli uomini, può far contrarre la patologia, così come alcune malattie ereditarie quali l’osteogenesi imperfetta,  che crea gravi problemi di deformazione e danni a occhi, cute, scheletro e articolazioni.
In sostanza, tutto ciò che indebolisce, per natura genetica o ambientale, lo scheletro e le sue funzioni, è un fattore di rischio dell’osteoporosi. Pensate all’anoressia: una persona affetta da questa grave condizione può contrarre facilmente l’osteoporosi, anche per via di una forte carenza di vitamine, specialmente tutte quelle del gruppo B.

COMBATTERE L’OSTEOPOROSI
La medicina contemporanea riconosce i muscoli come il miglior stimolo per le ossa: tramite i tendini, infatti, la forza muscolare viene trasmessa alle ossa.
Un corretto piano di allenamento pro-massa ossea richiede la padronanza dell’educazione posturale, dell’ergonomia e dell’equilibrio. Suggerisco un allenamento a base di esercizi isotonici, cioè a carico costante, o con pesi minimi a resistenza elastica. Nello specifico, giacché le ossa più a rischio sono femore, caviglie e polsi, ecco alcune dritte molto utili, considerando che l’adattamento osseo alle sollecitazioni meccaniche è principalmente locale, per cui è opportuno allenare specificatamente le regioni scheletriche da rinvigorire:
-rinforzare il femore nella porzione prossimale: eseguire esercizi che coinvolgano l’anca (pressa, squat, step, cammino);
-rinforzare le vertebre lombari: eseguire esercizi di estensione resistita e contro gravità del rachide;
-rinforzare il polso: eseguire esercizi con gli arti superiori;
-rinforzare l’anca: eseguire esercizi che coinvolgano i glutei per il grande trocantere, esercizi che coinvolgano l’ileopsoas per il piccolo trocantere.
In realtà, in ogni attività sportiva ad alto impatto, spesso i problemi sorgono, più che per l’elevata intensità dei carichi, per la tecnica di esecuzione inadeguata e le posture sbagliate assunte durante la realizzazione degli esercizi. A maggior ragione quindi, in soggetti anziani ed a rischio, postura e tecnica esecutiva dovranno essere curate fin nei più minimi dettagli, soprattutto in questo genere di esercizi.