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Food

Dilaga il sushi. Ma siete sicuri che sia quello vero?

Vanessa Gualtieri
10 aprile 2013

L’all you can eat, soprattutto giapponese, è una moda che dilaga in tutta Italia. Posti in cui si può mangiare a volontà con cifre modiche, spesso in zone centralissime di molte delle principali città italiane. Sono migliaia i ristoranti di sushi che nel giro di pochi anni hanno invaso le nostre città e si sono imposti nella dieta italiana.
Solo a Milano, capitale del glamour italiana, dal 2006 a oggi hanno aperto più di 200 ristoranti di sushi, di cui un buon 30% offre l’amatissimo servizio di all you can eat, dove  paghi poco e mangi a volontà. C’è un’unica regola: vietato avanzare il cibo nel piatto.
Ma siamo davvero sicuri che siano veri ristoranti giapponesi? Nella maggior parte dei casi si tratta di ristoranti cinesi che grazie alla somiglianza linguistico-culturale sfruttano la loro capacità imprenditoriale per sbarcare in un mercato gastronomico più attraente rispetto a quello cinese tormentato dalle epidemie di Sars e Aviaria. I cugini cinesi puntano però su un mercato di massa, con prezzi bassi e servizi mediocri. 
Le somiglianze vengono da sé ed è proprio per questo motivo che è difficilissimo individuare i falsi giapponesi. Un esempio: dei 200 ristoranti aperti a Milano pare che solo il 10% di questi abbia materie prime direttamente importate dal Giappone e un cuoco di provenienza giapponese.

Il risultato è una enorme diffusione di una cucina falsificata, il cui rischio é di ritrovarsi a mangiare un sushi di salmone condito con salse provenienti da chissà dove!

Vanessa Gualtieri

Vanessa ha due grandi passioni: l’architettura e la cucina. La prima è il percorso di una vita, il sogno nel cassetto. La seconda una gioia che si rinnova ogni giorno.
In questa rubrica propone news e curiosità che riguardano il mondo della cucina, con uno sguardo rivolto alle nuove tendenze.


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