Leggere insieme

Dimenticare Berni

Marina Petruzio
12 novembre 2017

Fai attenzione: ciò in cui credi può diventare realtà.

Dimenticare Berni inizia così. Immediatamente dopo i risguardi di un rosa che sa di terra e polvere e che profuma di buono, come la cipria della mamma o il talco più raffinato. Illustrato a figure e parole da Eva Sánchez Gómez per tenerlo lì in quel limbo tra realtà e fantasia, in quell’angolo misterioso dove l’infanzia agisce e dove edizionicorsare ama intrattenerci con i suoi albi.

Un orso bianco, un grande orso bianco, in pantaloni e panciotto, lotta con le intemperie. Vento di neve, freddo, vortici bianchi, un grigio che copre tutti i colori, li placa, sfuma al blu diventando un tutt’uno, mentre l’intorno si opacizza e offusca. Una bambina, né piccola né grande, dorme sdraiata sulla sua schiena; la cravatta verde oliva dell’orso cingendola la lega indissolubilmente a lui attraverso quelle intemperie, diventa cocca svolazzante del suo bell’abito. Oliva anch’esso. Quei due profili in verde, abito e pantalone, sembrano un tutt’uno, un unico profilo, un’unica forma, un solo corpo. È qui che inizia un albo illustrato, dalla sua copertina. E Dimenticare Berni è tutto lì, in quel nodo-cocca che allaccia i due. In quella mano che trattiene il nastro che passa attorno al grande collo dell’orso. In quel sonno che è casa.

Cerca di non pensare all’orso bianco…- mi ripetono.

Quante cose impossibili il mondo grande chiede ai bambini, grandi, dicono.

A un bambino grande. Dimenticare Bernie è dimenticare l’amico regalato perché diventasse amico. Quello con cui si sono condivise avventure. Giochi. Sogni. Chiacchiere. Dopo che si è cresciuti con lui e che con lui molte cose sono state possibili, molti salti nel vuoto, di quando non si sa ancora cosa accadrà, quando il seguire di cose e azioni non è immaginabile, un’astratta astrazione.

Dimenticarlo solo perché ora si è grandi o presunti tali, quando si è solo cresciuti.

Parole semplici, delicate, che fanno eco dentro, mentre i colori virano dal cipria alla rossa terra passando per l’ingiallito, il tono dei ricordi, delle vecchie fotografie poggiate sull’avorio della pagina. Il grigio si stempera in una goccia d’acqua, spande trasparente per tornare soffuso ma intenso disegnando un luogo che è lo spazio intimo della relazione di una bambina e del suo rosa bianco. La forza incredibile di un colore che vive d’acqua.

Segue lo sguardo di quell’orso, che sebbene sia sempre uguale, da orsetto e da orso, vive in quel ricordo. Di quella conoscenza così intima, del tempo condiviso, delle cose imparate assieme, di quelle tante prime volte che punteggiano la vita dell’infanzia.

Un albo magnetico per parole e illustrazioni, per colori e toni che avviluppano, trascinano in quello stato d’animo, lo cingono come le tante linee tonde, gli orizzonti arrotondati, la linea del collo dell’orso che prosegue nel braccio disegnando un cerchio aperto dalla punta della zampa all’umido naso. O che prosegue sul corpo curvo per finire sulla punta della scarpa, che chi vuole quei due cerchi chiuda in uno spazio geografico che comprende due unità inscindibili, una bambina e il suo Orso.

…Ma è perché non lo conoscono.

 

 

Dimenticare Berni
testo e illustrazioni di Eva Sánchez Gómez
tradotto Laura Sagone
edito Edizioni Corsare
euro 18
età di lettura: dai 6 anni


Potrebbe interessarti anche