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Dior Fashion Express: la Cruise 2017 tra passato e presente

Martina D'Amelio
1 giugno 2016
Il finale della sfilata Cruise 2017 di Dior a Blenheim Palace

Il finale della sfilata Cruise 2017 di Dior a Blenheim Palace

Da Parigi a Londra, Dior torna a sfilare a Blenheim Palace anche senza direttore creativo: tra i fasti inglesi va in scena una collezione Cruise a la française, nel tempo (declinato al presente) di Christian e Yves.

L’invito della sfilata Dior Cruise 2017

L’invito della sfilata Dior Cruise 2017

Le premesse per un defilè da ricordare ci sono tutte: un brindisi d’anticipo chic al Lady Dior Pub di Londra allestito appositamente per l’evento negli spazi di Audley, seguito, dopo la notte, dalla partenza verso la Victoria station su taxi personalizzati parcheggiati di fronte alla nuova boutique del marchio sita in New Bond street, fino all’imbarco sul Dior (Orient) Express, destinazione Blenheim Palace, Oxfordshire.

L’attrice Kate Beckinsale festeggia il pre-sfilata al Lady Dior Pub

L’attrice Kate Beckinsale festeggia il pre-sfilata al Lady Dior Pub

Un carico di stile – Emma RobertsKate MaraBianca JaggerKate BeckinsaleJuno Temple, Alexa ChungElizabeth OlsenThe Weeknd e Randolph Churchill – approda nel palazzo scelto nel 1954 dall’anglofilo Christian Dior per presentare la sua collezione e nel 1958 ri-scelto da Yves Saint Laurent, successore di Monsieur: allora andarono in scena due grandi sfilate di beneficenza a favore della Croce Rossa britannica, alla presenza della principessa Margaret.

Uno scatto della sfilata Christian Dior a Blenheim Palace nel 1954

Uno scatto della sfilata Christian Dior a Blenheim Palace nel 1954

Oggi nelle sale della residenza del Duca di Marlborough, oltre al ceo Sidney Toledano, all’elite del fashion system internazionale e agli illustri ospiti vip, non è approdato nessun artistic director né alcun intento filantropico, ma una collezione, quella sì, che ha voluto celebrare, oltre alla riapertura della boutique londinese, gli antichi splendori della Maison seguendo le loro incancellabili orme.

E così, la mancanza di una guida come Raf Simons, è stata colmata dallo studio design interno capitanato da Lucie Meier e Serge Ruffieux anche per la Resort 2017, con una linea tra Francia e Inghilterra fedele ai codici stilistici della Maison.

Ci sono le bar jacket che hanno fatto storia, le maniche a palloncino e i dettagli di rouches, drappeggi e baschine, i grandi classici come il tweed, il monogram e il cannage per altrettante icone come i cappotti strutturati e le bags come Lady Dior e Diorama. E poi i rimandi vittoriani ad onor del luogo – foulard colorati a stampe equestri o ispirati alla caccia (portati al polso come bracciali o utilizzati come nastri a chiudere le giacche, oppure trama di jacquard tea dresses), patchwork di barocche floral prints che si fondono con le sete d’Asia e le stampe africane, maxi collane che tradiscono un’indole esploratrice e stivaletti stringati con tacchi palazzo. Il tutto condito da slip dresses, zainetti da portare in spalla, soprabiti di pelle e panta culotte indossati in passerella anche dalla top del momento Bella Hadid, perché si parla pur sempre di un colosso nell’orbita di LVMH, naturalmente orientato al mercato e non più solo destinato a soddisfare il gusto di selezionati, nobili clienti.

La forza di questa pre-collection sta proprio in questo, nel colmare quel divario tra passato e presente con capi belli, portabili, capaci di far sognare in un viaggio ai 4 angoli del globo. Il treno Dior Fashion Express riparte in attesa di un futuro all’insegna di nuovi maestri, lasciando dietro di sé tutto il glamour che, adesso, conta.


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