Dirty Jobs: astenersi deboli di stomaco

Marica Cammaroto
30 luglio 2013

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Vi avvisiamo subito che se siete deboli di stomaco questo programma TV non fa per voi. Qui il distinto conduttore americano Mike Rowe si trova ad affrontare, giorno dopo giorno, le quotidiane situazioni lavorative degli impieghi meno amati d’America: vomitologo, inseminatore artificiale di vacche, produttore di fanghi termali, addetto qualità di patatine fritte e via dicendo… Affiancato da un operaio esperto, il nostro Mike, con l’aiuto del cameraman Doug Glover, ha come obiettivo quello di portare a termine tutti i compiti tipici di una giornata di lavoro che spettano ad un normale dipendente, il tutto condito da sana autoironia e spirito d’osservazione.
Nonostante spesso la troupe televisiva rida e scherzi su lavori sovente definiti come “sporchi”, è interessante notare come in realtà rispettino molto le persone che si dedicano a queste attività giornalmente, sottolineando il fatto che questi svolgono con dignità un lavoro che l’americano medio non si sogna minimamente di avvicinare.

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Uno degli aspetti più curiosi del lancio della trasmissione in Italia, riguarda un’azione di guerrilla marketing molto particolare effettuata da un agenzia eventi: l’azienda in questione ha fatto realizzare dei P-Stickers distribuiti tra 100 bagni di altrettanti locali tra Milano, Roma, Bologna e Napoli. I P-Stickers sono adesivi speciali che, posizionati nella tazza del water, restano invisibili fino al contatto con il calore dell’urina, per poi riscomparire con il freddo dell’acqua dello sciacquone. Insomma, saran anche lavori sporchi, ma qualcuno li dovrà pur fare. No?
Se anche voi, come noi, volete saperne di più riguardo questo Bear Grylls dei mestieri più sozzi d’America, non perdetevi le prossime puntate su DMAX, tutti i giorni alle 21.20.

Marica Cammaroto