Arte

Divina Creatura: alla Pinacoteca Zust una mostra celebra le donne e la moda

Rita Cotilli
7 ottobre 2017

Esiste un connubio perfetto, un legame inscindibile che travalica il tempo e non conosce confini: quello tra la donna e il mondo della moda. A questo intimo rapporto è dedicata la mostra Divina Creatura. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento, allestita presso le sale della Pinacoteca Züst dal prossimo 15 ottobre fino al 28 gennaio 2018.

L’evento, curato da Mariangela Agliati Ruggia, Sergio Rebora e Marialuisa Rizzini, con il coordinamento di Alessandra Brambilla, intende testimoniare i mutamenti nella storia del costume femminile europeo. Sessanta sculture e dipinti, oltre a una sequenza di ventagli d’autore e un nucleo di preziosi abiti d’epoca per raccontare mezzo secolo di moda.
La data emblema del cambiamento è il 1858, anno in cui esplose a Parigi l’Haute Couture di Worth, presto diffusa dai primi Grand Magasins delle principali città europee. Da quel momento in poi, l’ “essere alla moda” diventa un bisogno irrinunciabile per ogni donna, a prescindere dall’estrazione sociale. La circolazione di figurini e di riviste illustrate e l’avvento della fotografia portano, infatti, a una capillare diffusione dei modelli e degli stili.

Le donne, non più confinate alle mura domestiche, sono attente al proprio ruolo sociale e alla loro immagine pubblica. Testimonianze di questo nuovo sentire sono soprattutto i ritratti su commissione, attraverso i quali è possibile seguire le rapide evoluzioni dell’abbigliamento femminile: in posa per pittori e scultori, le donne curano scrupolosamente i dettami imposti dagli stilemi del tempo.

  • Troubetzkoy, Dopo il ballo

  • Vittorio Corcos, Ritratto di Carolina

  • Nunez Vais, Ancora un bacio

  • Edoardo Tofano, Donna con ventaglio

Numerosi erano i modelli a cui ispirarsi, come la regina d’Italia, Margherita di Savoia, o la contessa Carolina Maraini Sommaruga (1869-1959). A quest’ultima è dedicata un’intera sezione della mostra nella quale, oltre al ricordo delle sue numerose attività filantropiche, è ricostruito l’ambiente in cui viveva, dagli abiti agli accessori, dal mobilio fino ai dipinti che la ritraggono, opere di celebri artisti come Marino Marini e Giovanni Boldini.

Il periodo realista è rappresentato dall’arte di  Bertini e di altri ritrattisti come Domenico e Gerolamo Induno, Eleuterio Pagliano, Mosè Bianchi, Antonio Ciseri, Tranquillo Cremona, Ernesto Fontana, delineando un percorso che attraversa le regioni d’Italia e oltrepassa il confine elvetico.

Le immagini immortalano scene di vita quotidiana e borghese, composizioni dove, sullo sfondo di interni domestici o di scorci cittadini, campeggiano figure femminili impegnate in diverse attività: cucito, lettura, conversazione, passeggio, in compagnia dei figli. Gli artisti dedicano molta cura alla rappresentazione degli abiti e degli accessori, così da poter scorgere, di anno in anno, le singole mutazioni di gusto, facendo della moda uno degli elementi cui affidare la modernità dell’opera.

Negli anni sul finire del secolo, lo stile non è più solo determinato dall’abbigliamento ma è fatto anche di gestualità e movenze, come ricordano le donne ritratte da Giovanni Boldini, Paul Troubetzkoy, Vincenzo Vela, Vittorio Corcos, Giacomo Grosso, oltre ai ticinesi Pietro Chiesa, Luigi Rossi e Adolfo Feragutti Visconti.

Un viaggio nella storia della moda e del costume del XIX secolo, che celebra la femminilità ed esalta il valore e l’importanza della donna, divina creatura celebrata dall’arte.

 
Divina creatura. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento
15 Ottobre 2017 – 28 Gennaio 2018
Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate (Mendrisio), Canton Ticino, Svizzera
Orari: da martedì a venerdì: 9-12 / 14-18; sabato, domenica e festivi: 10-12 / 14-18; chiuso il lunedì


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