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Djokovic l’uomo da record, ma Bolt e Phelps lottano con i muri

Riccardo Signori
3 febbraio 2016
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Novak Djokovic con la sua racchetta Head

La caccia al record non finisce mai. Novak Djokovic ha la faccia di uno che ci prova sempre. Conquistati gli Australian open, la testa corre al Roland Garros di Parigi, tappa indispensabile per la conquista del Grande Slam. Nel tennis moderno e antico solo due campioni sono riusciti nell’impresa di vincere tutto in una stagione: Don Budge (1938) e il mitico Rod Laver (1962 e 1969). Dura la vita quando la caccia si fa grossa. Ma questo è la colonna sonora che accompagna i grandi campioni. Usain Bolt tenterà alle Olimpiadi di Rio, questa estate, di essere il primo atleta a vincere 100 e 200 metri in tre edizioni dei Giochi. Michael Phelps cercherà di essere il primo nuotatore a conquistare un oro nella stessa gara, 100 farfalla, in quattro edizioni dei Giochi. Ideed da supereroi.

 L’uomo non ha confini e vuole dimostrarlo. Ma, si domanderà qualcuno, è più facile abbattere record lottando con il cronometro oppure inseguendo gare e battendo avversari esposti ai capricci della sorte, del refolo di vento, della buona e cattiva forma altrui, insomma a qualunque inconveniente?

Di solito il cronometro non bara ed ha sempre la forza di un muro contro muro. Gli avversari, e le palline nel caso di Djokovic, sono più addomesticabili. Ma la scalata che si appresta a fare Novak, a 28 anni, è lunga e difficoltosa. C’è Roger Federer sulla vetta delle vittorie nei grandi slam: sono 17 successi, niente male. Ma nulla è impossibile, dice Djokovic che conta sull’età sua per tener aperta la speranza.

 Per ora il serbo ha eguagliato il numero di vittorie (11) nei tornei dello Slam che furono di Rod Laver e Bjorn Borg e i successi (6) di Roy Emerson agli Australian open. Per Djoko sono passati 8 anni fra il primo e il sesto titolo in Australia.

Ora c’è tutta una stagione per inseguire il Grande Slam, ma i tranelli del Roland Garros hanno fatto fuori la gran parte dei cultori di Slam. Jim Courier è stato l’ultimo (1992) a vincere sia in Australia sia a Parigi. Non è tennis paleolitico, ma qualche volta rischia di sembrarlo.

 Sognando più in piccolo, Djokovic potrebbe far pari con Federer nella conquista di tre Slam all’anno per tre stagioni. Lo svizzero c’è riuscito nel 2004, 2006, 2007. Djoko è fermo al 2011 e 2015. Tra numeri e primati c’è solo l’imbarazzo della scelta. Djokovic facci sognare, dicono i tifosi ed anche la sua bella Jelena, laureata alla Bocconi che spesso lo segue nei tornei ed è considerata nella top ten delle mogli più belle. Almeno in questo Djoko ha già fatto en plein. Se non primato.


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