Do you Welfare? Il welfare, lo strumento che migliora la vita dei dipendenti in azienda

Patrizia Eremita
18 agosto 2013

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Ne leggo sempre più di frequente sul web e sulla carta stampata, è argomento di conversazione anche con i referenti aziendali che lavorano in ambito Risorse Umane. E non posso che esserne contenta.

Oggi parliamo di welfare aziendale: una materia che per alcuni è ancora confusa e poco chiara oppure qualcosa che le aziende pensano sia troppo impegnativa economicamente da adottare sui grandi numeri. Le politiche di welfare in azienda sono semplicemente un insieme di misure che possono essere messe a disposizione dei dipendenti sotto forma di convenzioni con esercizi commerciali o società di servizi, servizi alla famiglia o alle singole persone, formazione su temi legati alla genitorialità e via dicendo, che risultano essere di grande aiuto per i dipendenti che spesso hanno bisogno di ottimizzare i tempi e vedono questo tipo di benefit come un grande aiuto nella conciliazione famiglia-lavoro.

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E’ bene ricordare che persone serene e motivate possono fare la differenza tra un risultato qualunque ed uno eccellente. Per questo sempre più aziende guardano al welfare aziendale come opportunità per migliorare gli aspetti sopra descritti, oltre a un maggior consenso, reputazione e fiducia presso l’opinione pubblica, i consumatori e i clienti.

Se ne è parlato anche a “Luci sul Lavoro”, la tre giorni di dibattiti e incontri in corso a Montepulciano (Siena) dove quello del welfare è stato il suggerimento rivolto alle aziende alla ricerca di soluzioni che incrementino la produttività. Dal momento che conciliare vita e lavoro è necessario non solo ai lavoratori, in particolare le donne, ma anche alle stesse imprese che così diventano più efficienti proprio in virtù del maggiore benessere dei propri collaboratori.

Alcuni esempi di buone prassi attuati da grandi aziende come la Novartis (asilo aziendale, campi estivi, parcheggio rosa per le lavoratrici in maternità, servizi postali e bancari) e la Luxottica (sostegno scolastico, sanità integrativa, contributo alla spesa alimentare, microcredito) ci dicono che è vincente portare in azienda il welfare, mentre le piccole e medie imprese non se la sentono ancora perché lo vedono come qualcosa di oneroso, manifestano resistenze di tipo culturale, oppure non sanno come applicare nuovi modelli organizzativi.

E’ bene parlarne sempre di più per fare chiarezza e per far sì che sempre più aziende lo adottino e sempre più dipendenti ne possano beneficiare.

Patrizia Eremita
www.mammaelavoro.it