Destinazioni

Doha, la capitale del futuro

Carlo Procacci
23 ottobre 2015

Al Bayt Stadium 2

Mai come in questo momento gli occhi del mondo sono puntati sul Middle East: nel 2020 l’Expo, che in questi giorni è in chiusura a Milano, si terrà a Dubai, il Louvre di Parigi ed il Guggenheim di New York hanno da poco inaugurato due musei ad Abu Dhabi e l’Oman si candida a diventare polo industriale automobilistico grazie ad alcuni accordi con paesi strategici come India ed Iran.

È ormai risaputo che il Qatar ospiterà i Mondiali di Calcio nel 2022; quello che pochi sanno è che è anche al primo posto nella classifica delle nazioni più ricche al mondo, superando paesi come Singapore, Lussemburgo e Liechtestein, grazie alle 77 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto prodotte ogni anno.

Oggi il Qatar è una nazione che si candida a diventare un polo culturale, sportivo e scientifico nel Medio Oriente e nel mondo grazie a enormi investimenti: basti pensare che la Qatar Foundation investe in università di tutto il mondo e che ha sponsorizzato squadre come il Barcelona; inoltre, il Qatar Islamic Art Museum è reputato una delle strutture più innovative del pianeta. A Doha, capitale qatarina, la vita è un continuo viaggiare tra innovazioni, progetti maestosi e attività culturali, il tutto orientato dalla rinomata Vision 2030, un progetto a lungo termine che vede il Qatar protagonista del sistema finanziario mondiale e libero dalla dipendenza dal gas e dal petrolio.

Museum of Islamic Arts - Doha

Un Emiro illuminato e una struttura politica forte hanno dato la spinta definitiva a questo paese. Sua altezza Moza Bin Nassert, tra le donne più potenti al mondo secondo la rivista americana Forbes e artefice dell’acquisto della casa di moda italiana Valentino, è riuscita nel difficile compito di coordinare la crescita culturale del Qatar con quella economica.

Secondo il rapporto 2013 pubblicato dalla Qatar Financial Center Authority sulla ricchezza in Medio Oriente in collaborazione con Campden Wealth, su una popolazione locale di circa 300mila qatarini, il 90% è estramemente benestante e 290 cittadini possiedono un patrimonio ben superiore allo standard di 30 milioni di dollari.

In questo ambito si inserisce l’organizzazione di uno degli eventi sportivi più spettacolari, come la FIFA World Cup.

La progettazione e costruzione dei nuovi stadi è iniziata e tra le varie società coinvolte c’è un’italiana di prestigio, Salini Impregilo, che recentemente ha firmato un contratto del valore di 770 milioni di euro per la costruzione e la futura manutenzione del nuovo Al Bayt Stadium.

Al Bayt Stadium

Secondo il comitato organizzativo dell’evento (“Supreme Committee for Delivery and Legacy”) questo stadio avrà circa 70.000 posti ed ospiterà una delle semifinali della coppa del mondo; sarà costruito su una superificie di circa un milione di metri quadri ed includerà un ospedale, un centro commerciale ed un parco naturale.

Un’attenzione particolare, tra le altre cose, è dedicata alle condizioni climatiche interne dello stadio, che dovranno essere adatte a giocatori e spettatori, nonostante il caldo del deserto. Il progetto sarà inoltre estremamente sostenibile, grazie ai materiali a basso impatto energetico che verranno utilizzati.

L’emittente qatarina, famosa a livello mondiale, Al Jazeera ha già iniziato a pubblicizzare l’evento e aziende e professionisti da tutto il mondo stanno puntando su Doha come capitale del futuro.

 


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