Fotografia

Dora Maar: un’artista completa

Alberto Pelucco
26 giugno 2014
Man Ray Portrait de Dora Maar aux petites mains, 1936 Vintage, gelatina al bromuro d'argento, cm 19,7x27,3 New York, Collezione Debra e Jean Bensadoun Photo credit: Alister Alexander /Camerarts

Man Ray
Portrait de Dora Maar aux petites mains, 1936
Vintage, gelatina al bromuro d’argento, cm 19,7×27,3
New York, Collezione Debra e Jean Bensadoun
Photo credit: Alister Alexander /Camerarts

Street surrealism, pubblicità, pittura. Questo e molto altro è Dora Maar, protagonista della mostra fotografica che ci offre un ritratto unico di colei che fu una delle muse predilette di Picasso.

Nata a Parigi nel 1907, Dora, al secolo Henriette Theodora Markovitch, si avvicina giovanissima alla pittura, che studia presso l’Académie Andrè Lhote, dove conoscerà Henri Cartier-Bresson.

Dal grande fotografo erediterà la passione per la fotografia documentaristica, che la vedrà attratta dagli emarginati, dai soggetti del quotidiano e del popolare, immortalati tuttavia senza l’obiettività del suo conterraneo.

Dora Maar Enfants à la fenêtre, 1933 Vintage, gelatina al bromuro d'argento, cm 24,7x17,6 New York, Collezione Debra e Jean Bensadoun © Dora Maar, by SIAE 2014 Photo credit: Alister Alexander /Camerarts

Dora Maar
Enfants à la fenêtre, 1933
Vintage, gelatina al bromuro d’argento, cm 24,7×17,6
New York, Collezione Debra e Jean Bensadoun
© Dora Maar, by SIAE 2014
Photo credit: Alister Alexander /Camerarts

Marchio di fabbrica della fotografa francese è infatti il discreto coinvolgimento emotivo che pervade i suoi scatti e che si traduce in un misto tra compatimento e ironia nella fotografia in cui un distinto signore vende fiammiferi e regge il cartello: “Niente elemosina: voglio un lavoro”.

La passione perla pittura, che la portò, tra l’altro, a documentare le diverse fasi della realizzazione di “Guernica”, il celebre capolavoro di Picasso, è invece preponderante nell’immagine del giovane dormiente, caratterizzato dal razionale intreccio delle linee guida: a quelle orizzontali della posizione sdraiata del protagonista e delle maglie della serranda fanno da contraltare quelle verticali delle scatole sovrapposte e dalla saracinesca abbassata.

Dal quadro emerge una sorta di reticolato, con il volto del giovane raffigurato strategicamente nel quadrato centrale della composizione.

Dora Maar Reportage sur l'évolution de Guernica, 1937 Gelatina al bromuro d'argento, cm 17,9x23,9 Madrid, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía © Dora Maar, by SIAE 2013 photo credit: Archivo Fotografico Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid

Dora Maar
Reportage sur l’évolution de Guernica, 1937
Gelatina al bromuro d’argento, cm 17,9×23,9
Madrid, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía
© Dora Maar, by SIAE 2013
photo credit: Archivo Fotografico Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid

Ecco dunque che in ogni fotografia emerge quello sguardo carico di sensibilità che, assieme ai suggestivi giochi di luci e ombre contraddistingueva i ritratti di amici e conoscenti e che ritroviamo nello scatto di Man Ray, dove a suscitare la curiosità dell’osservatore è la piccola mano in prossimità del mento.

Un particolare insolito, riconducibile all’interesse della fotografa per le avanguardie artistiche, specie il Surrealismo, che con il rilievo attribuito al misterioso, il magico, il soprannaturale si rivelò perfetto strumento dell’indagine intrapresa dall’artista francese, tesa a “rivelare l’inquietante stranezza del quotidiano”.

Alberto Pelucco

Dora Maar Nonostante Picasso
8 marzo – 14 luglio 2014
Palazzo Fortuny, San Marco 3958 San Beneto, Venezia
Orario:
tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00. Chiuso il martedì.
Biglietti:
Intero: 10 €
Ridotto: 8 €
Informazioni:
Web: www.fortuny.visitmuve.it 
Mail: info@fmcvenezia.it 
Tel: +30 041.5200995

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