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Doratex: intervista a Cesare Ferrari

Virginia Francesca Grassi
11 gennaio 2016

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Creatività, ricerca e Made in Italy: questi i capisaldi di un’azienda come Doratex che, in oltre 55 anni di attività, ha saputo oltrepassare stili e mode, rimanendo fedele alla qualità e all’alta specializzazione delle sue origini, ma con contenuti sempre innovativi.
Un’avventura partita da un piccolo maglificio di Visano, in provincia di Brescia, e che oggi punta sempre più in alto, verso gli USA e i nuovi mercati asiatici. La storia di un’azienda che è la storia di una vita, anzi di tre: quelle dei coniugi Mario Ferrari ed Ester Tonini, fondatori e titolari, e quella del figlio, Cesare, che ci ha voluti accompagnare in un viaggio nel dietro le quinte di Doratex.

Come nasce un’azienda dalla storia così importante come Doratex che ha alle spalle un heritage così significativo?
Tutto nasce dalla creatività, dalla passione e dallo spirito imprenditoriale dei miei genitori, mio padre, Mario Ferrari, e mia madre Ester Tononi. Determinante la loro visione strategica e sopratutto l’ interpretazione della maglieria.
Grazie al suo ingegno creativo è stato un vero e proprio pioniere: sono ormai diventati epici i suoi viaggi in Bianchina, appena ventenne, all’inizio degli anni ’60, verso la Germania, l’Austria e l’Olanda. I primi capi erano indossati dalle signore bene che li indossavano per la Messa della domenica, poi mio padre ha voluto provare ad esplorare mercati nuovi. Dopo due tentativi falliti, il terzo fu un vero successo: 90 mila capi commissionati in tre mesi. I miei genitori furono costretti non solo ad ore ed ore di straordinari, ma anche ad assumere nuovo personale, ingaggiando tante nuove magliaie sparse per tutto il bresciano. Quello fu l’inizio di tutto, i nostri esordi. Sono memorie che mi piace ricordare, un po’ il nostro libro Cuore.

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Chi è l’anima creativa dietro a Doratex?
Nel corso del tempo la nostra organizzazione interna si è ovviamente evoluta rispetto agli esordi. Oggi le materie prime che lavoriamo sono principalmente il cashmere, l’alpaca, la seta, il cotone, il lino, le lane più pregiate. L’interpretazione di queste fibre avviene nella “fase di studio, ricerca e progettazione”, dove tecnica e creatività si fondono, regalando anima al prodotto finito.
Attualmente abbiamo quattro stilisti esterni, che garantiscono un costante rinnovamento dei nostri prodotti, che collaborano con lo staff creativo e tecnico interno. La regia è però firmata “famiglia Ferrari”: mia madre si occupa di coordinare e supervisionare tutto ciò che riguarda lo stile. Lei è la vera anima creativa dell’azienda, ha una profonda sensibilità sul prodotto ed una forte attenzione alla vestibilità. Lo staff poi traduce in maglia le sue idee e le sue intuizioni.

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In oltre 55 anni avete visto l’Italia cambiare ed evolversi in direzioni diverse. Attraverso un percorso storico così ampio, le crisi economiche, quali sono stati i punti di forza che vi hanno permesso di andare avanti?
Innanzitutto la determinazione, la passione, l’entusiasmo, abbinati al forte impegno e all’alta professionalità raggiunta dei miei genitori, e che successivamente hanno contagiato il sottoscritto e l’intera filiera della Doratex. Sono qualità che mi auguro di aver ereditato da loro. Doratex ha attraversato diverse epoche: il boom economico degli anni ‘60, i tumultuosi anni ’70, gli sgargianti anni ’80, la modernità degli anni ‘90, i cambiamenti epocali del 2000. Ciò che ci ha permesso di rimanere indenni è stata la nostra capacità di adattarci ai cambiamenti rimanendo fedeli alla qualità e all’artigianalità del Made in Italy, proponendo sempre prodotti estremamente complessi dalla vestibilità perfetta. Uno dei nostri capisaldi è stato sicuramente quello di aver saputo differenziare la clientela, rinnovando i mercati di esportazione, evolvendoci con loro. Siamo stati pronti ad affrontare nuove sfide puntando sempre di più all’export: quando è caduto il muro di Berlino, ci siamo lanciati sul mercato russo, così come più di recente siamo entrati nei mercati asiatici. Ad oggi la più trainante è di certo l’area asiatica, in particolare il Giappone, la Corea ed Hong Kong. Recentemente anche gli Stati Uniti, con un cambio favorevole alle nostre esportazioni potrebbero tornare interessanti. Di quel mercato abbiamo sperimentato il segmenti alto e lusso.

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Doratex è stata insignita di numerosi premi nel corso del tempo…
Sì, e ne siamo orgogliosi. Per esempio il Premio Eccellenza Italiana a Washington DC nel 2015 o, ancora, il Premio Imprenditore e Azienza di Apindustria-Confapi nel 2004. Inoltre abbiamo vinto 7 titoli nazionali tennistici F.I.T e A.I.V.A.T. con la squadra Gioferrari di Montichiari e siamo stati main sponsor del Brescia calcio con la linea Gioferrari.

Come si coniugano ricerca tecnologica e quell’artigianalità del Made in Italy che tutto il mondo ci invidia?
Tutte le tecniche di dicitura vengono sviluppate per noi in anteprima: le aziende che forniscono i macchinari ci danno i loro modelli prima di metterli sul mercato, così da poterne esplorare ogni potenzialità, mentre la parte di produzione è sviluppata da un team di sarte esperte di taglio e modellistica. La nostra è quasi una maglieria da confezione.

andrea fenzi

A breve parteciperete all’edizione di Pitti n. 89…
Andrea Fenzi sarà al Pitti con un nuovo labelling, che riporta un quadrifoglio stilizzato, simbolo di portafortuna, e un tatami giapponese, con la grafica bianco ottico, il tutto contestualizzato su fondo nero. Saranno il tema dello stand, del sito e della nuova campagna di comunicazione Andrea Fenzi, nell’ottica di un rinnovamento generale.
Al Pitti saremo poi presenti con una linea che in Asia ha già riscosso grandi successi: Mc Lauren, gusto vintage e retrò, per capi innovativi, sia nei modelli che nei materiali
Lanceremo inoltre una nuova linea, Blue Concept: una collezione sporty che ha come capi must maglieria abbinata al nylon e piumini. Materiali con performance tecniche e i filati idrorepellenti, per uno sportswear di altissimo livello.

Quali sono le caratteristiche delle vostre cinque linee?
Andrea Fenzi è la nostra prima linea, caratterizzata dall’esclusività e unicità dei modelli, dell’uso di filati naturali preziosi come il cashmere, il merino extrafine e la seta lavorata con entrambe i filati. A forte vocazione internazionale, investe in ricerca e rimane un must, un lusso understated. Cristiano Fissore è una linea di nicchia, quasi una capsule collection, specializzata nel cashmere e nelle sue mischie. GIOFERRARI è la collezione casual chic, che usa pregiati filati fantasia, colorata, divertente, per un target smart casual. McLauren ha un’anima retrò, vintage e al tempo stesso innovativa. I capi colorati e di fantasia pescano dagli anni ’50, ‘60 e ’70 , con un’impronta decisamente british. Infine, come anticipato, la nuovissima collezione Blue Concept, sportiva e chic, caratterizzata da filati tecnici traspiranti, idrorepellenti, accoppiati e abbinati anche a tessuti tecnici.

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Siete un’azienda che si mette in gioco di continuo: quali sono i vostri progetti per il futuro?
Di certo sperimentare nuove fibre e materiali, nell’ottica della costante e continua innovazione di prodotto. Inoltre desideriamo approfondire nell’ecommerce su scala internazionale. Collaboriamo già da tempo con Yoox e siamo molto soddisfatti, ora vogliamo puntare ancora più in alto. Inoltre vorremmo trovare nuove partnership sia nella distribuzione che nel retail, anche con l’ opening di corners e monomarca.

 

Luuk Magazine per Doratex


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