Volo a vista

Dove eravamo rimasti?…

staff
28 agosto 2012

Eccoci amici.
Eccoci di nuovo qua.
Sembra ieri che ci siamo salutati festosi fra cene e aperitivi, col bagaglio pronto o da ultimare in fretta e furia (per quelli come me che non riescono a razionalizzare una valigia se non quando le sole alternative possibili rischiano di essere comprare tutto a destinazione o trasformare la meta della vacanza in un campo nudisti forzato…).
Sembra ieri che brindavamo a una vacanza che pareva non dovesse finire mai.
E invece siamo di nuovo qua.
Sopravvissuti – si spera – alla “emergenza cellulite” (giuro che il sito di un magazine letto alla fine di luglio titolava così una rubrica, come se lo spettro del default che aleggia su un terzo dell’Europa fosse una burla e dal governo Monti ci si debba aspettare una seria
proposta di legge per sconfiggere, in un sol colpo, l’evasione fiscale, il problema esodati e la buccia d’arancia…).
Sopravvissuti – ne sono certa – alla febbre olimpica, dilagante al punto da fare sembrare aviaria e suina, nell confronto, banali malanni di stagione.
Giuro che ho visto gente correre sotto il sole giaguaro come se stesse a loro riscattare l’onore italico infangato dal doping di Alex Schwazer (che per altro adesso a tutti sembra un po’ più tedesco di quattro anni fa), o inforcare cuffia in lattice e occhialini di
ordinanza per fare 10 bracciate stentate senza allontanarsi troppo dalla riva.
Io stessa ho scelto di emulare Josefa Idem pagaiando con foga alla fine della vacanza (per ovvi motivi anagrafici non avevo altri riferimenti olimpici considerabili, e un minimo sindacale di attività fisica mi è parso d’obbligo, dopo tanta prolungata pigrizia e
un’occhiata fugace al mio nuovo giro coscia che, se non pongo rimedio, mi accompagnerà come un amico fedele, attraverso la prossima stagione autunno/inverno).
Per fortuna non mi risulta che sulle spiagge siano stati lanciati guanti di sfida a colpi di sciabola, e i boss malavitosi, anche in questa estate 2012, sono stati soppressi, come da tradizione, a colpi di arma da fuoco, senza prima lanciarli in aria gridando “pull”!
Siamo sopravvissuti anche alla love story Nicole Minetti – Fabrizio Corona, cui va il merito di averci lasciati a meditare, madidi di sudore, per quale dei due dispiacerci di più.
Siamo sopravvissuti alla cronaca della festa del patrono di Cisternino di Puglia (come? che dite? era il matrimonio di Michele Placido???…).
Siamo sopravvissuti al caldo – roba strana, in effetti, la canicola d’estate…
Siamo sopravvissuti alle chiacchiere da ombrellone, da pedalo’ o da tender (a seconda di quanto vip fosse la spiaggia che avete frequentato), a quelle da sentiero alpino (perchè neanche in alta quota il chiacchiericcio conosce tregua).
Siamo sopravvissuti anche alla vacanza avventura, alle immersioni nella cultura, alle orge gastronomiche e allo tsunami delle degustazioni.
Siamo pronti per ricominciare.
Per sostituire la frenesia alla pigrizia, le giornate come puzzle a questo tempo dilatato e fluido della vacanza, i buoni propositi con qualche sporadica iniziativa concreta: da settembre più palestra/cinema/tempo per gli amici/corsi di scrittura creativa-fotografia-tai chi.
Scommetto che basteranno due weekend per reimpostare la nostra vita cittadina sulla modalità “non vedo l’ora che sia venerdì”!

Wendy Maxwell

Wendy Maxwell (non) esiste, ma ha un punto di vista ironico su quello che succede, mentre vola prende appunti e trova spunti, su cui riflette e sorride aspettando la fine del mondo che, se anche poi non arriva, si va avanti già allenati. Osserva curiosa Milano – la città dove (non) vive, dove tutto potrebbe succedere, ci raccontiamo che sta succedendo e magari non succederà mai. Sbircia tutti i particolari, nessuno escluso, osservandoli dall’alto con distaccata eleganza.

 

Wendy Maxwell

Wendy Maxwell (non) esiste, ma ha un punto di vista ironico su quello che succede, mentre vola prende appunti e trova spunti, su cui riflette e sorride aspettando la fine del mondo che, se anche poi non arriva, si va avanti già allenati. Osserva curiosa Milano – la città dove (non) vive, dove tutto potrebbe succedere, ci raccontiamo che sta succedendo e magari non succederà mai. Sbircia tutti i particolari, nessuno escluso, osservandoli dall’alto con distaccata eleganza.


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