Biennale di Venezia 2011 Cinema

Due “mattoni” in un giorno solo

Giorgio Merlino
6 settembre 2011


Non fraintendete il titolo dell’articolo, nulla da ridire su “Wuthering Heights” e “Il villaggio di cartone”, ma non sono di certo leggere commediole da gustarsi a tempo perso.
Evidentemente quest’anno al Festival di Venezia vanno di moda gli adattamenti cinematografici e la regista Andrea Arnold ha seguito la corrente con l’ennesima messa in scena del celebre romanzo di Emily Bronte.
Descrivere la trama è assolutamente superfluo perché una caratteristica di questo film è una scrupolosa fedeltà al testo di partenza, di cui chiunque avrà sentito parlare almeno una volta nella vita. Unico cambiamento, addirittura rivoluzionario a detta della stessa regista, è avvenuto nel soggetto; per la prima volta in assoluto hanno inserito un Heathcliff, protagonista della tormentata storia d’amore, di colore (interpretato dall’attore James Howson).
Nel complesso il film è molto piacevole, anche se la realizzazione di alcuni tratti ricorda quella di una serie televisiva.
Altro film della giornata è del regista Ermanno Olmi con il suo “villaggio di cartone”.
Anche questo “fuori concorso”, come Abatantuono e Fiorello in “Cose dell’altro mondo”, tratta un tema attuale e delicato come quello dell’immigrazione.
Un parroco si ritrova senza alcuno scopo nella vita dopo la chiusura della propria chiesa. Il vecchio prete non rimane però a lungo da solo perché dove prima c’erano le panche per la messa, si è ora insediato un gruppo di immigrati di origine africana in fuga per la salvezza.
Colpito nell’animo, il buon parroco decide di prestarsi in loro soccorso mentre il cuore di noi spettatori si riscalda conoscendo sempre più i personaggi.
Scopo dell’opera è dare una visione obiettiva e realistica di questa situazione nel nostro paese quindi non c’è da aspettarsi un lieto fine.

 

Giorgio Merlino


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