Fitness & Wellness

Dukan: pro e contro della dieta più famosa al mondo

staff
11 giugno 2012

Il medico Pierre Dukan ha ideato quasi per caso un regime iperproteico che aiuta a perdere peso in fretta. Eppure, come per tutte le case history di successo, molte sono le polemiche e i dubbi che riguardano la sicurezza di una dieta che, come è ovvio, mette l’organismo a dura prova.
Oggi questa famosa dieta, dopo essere stata provata dalla principessa Kate e dell’ormai celebre sorella Pippa, è seguita da oltre 15 milioni di persone in tutto il mondo. La promessa: perdita di peso in poco tempo e in maniera tutt’altro che graduale, senza particolari sofferenze e senza lo stress tipico delle altre diete “conta-calorie”. Si divide in quattro fasi: attacco, crociera, consolidamento, stabilizzazione.
L’attacco è la fase più difficile e dura, a seconda del peso, dai 3 ai 5 giorni fino ad un massimo di 10 giorni per chi ha necessità di perdere molti chili, con lo scopo principale di introdurre buone abitudini alimentari.
I primi giorni sono sempre i più duri, quelli nei quali si fanno i conti con le vecchie abitudini alimentari, ormai consolidate e difficili da cambiare; un buon espediente per la riuscita del progetto è fare scorta in anticipo dei prodotti concessi dalla dieta. Per ottimizzare questa fase è d’obbligo introdurre almeno 20 minuti di allenamento al giorno, stabilire fin dal primo giorno una corretta assunzione di acqua e mangiare almeno 2 cucchiai di crusca d’avena al dì (ad esempio emulsionata nello yogurt).
Nel regime di crociera sarà possibile inserire verdure a volontà (escluse patate, mais, piselli, lenticchie e fagioli), più un cucchiaio d’olio a giorni alterni. Questa fase dura fino al conseguimento del giusto peso a cui segue, quindi, la fase di consolidamento che dovrebbe durare 10 giorni per ogni chilo perso (es. persi 5 kg = durata del consolidamento 50 giorni). È questa la parte della dieta più impegnativa dal punto di vista psicologico, perché si inseriscono degli alimenti completamente nuovi con la consapevolezza che non ci si dovrà abbuffare. In questo periodo si possono aggiungere a proteine e verdure quantità definite di frutta, pane integrale, formaggio e pasta.
Si arriva così alla fase di stabilizzazione: questo è il momento in cui l’organismo avrà già raggiunto un suo equilibrio e i chili persi non dovrebbero più tornare. Sempre meglio aggiungere in questa fase 3 cucchiai di crusca d’avena, fare sport per 20 minuti al giorno e le scale a piedi. Il giovedì di ogni settimana sarà dedicato alle sole proteine con un menu che va a ricalcare la fase di attacco.
In conclusione consiglio a tutti coloro che fossero intenzionati a iniziare questa dieta di farsi aiutare e seguire da un dietologo. Inoltre, mai farsi galvanizzare dai rapidi risultati ottenuti che portano inevitabilmente a prolungare a lungo la fase di attacco, dimagrendo troppo. Infine, propongo di bere moltissimo, il che aiuta a eliminare le scorie che si generano con un regime iperproteico, e di fare sempre attività fisica giornaliera: non sono banali suggerimenti, anzi, aiutano a limitare al minimo l’impatto sul fegato e sui reni o a provocare antiestetici effetti di pelle poco tonica e cascante, tipica delle diete troppo rapide.

 

Alessio Rinelli
Presidente dell’associazione “Fitness & Benessere”
info@alessiorinelli.it