É colpa di Photoshop se la mamma è perfetta

Enrica Costa e Deborah Papisca
1 dicembre 2013

foto per Luuk Magazine post parto

Siamo quasi certe che molte di voi dopo avere letto questo post ci battezzeranno le Al Qaeda della maternità, le terroriste che fanno lavaggi del cervello alle neomamme (o a quelle che intendono diventarlo o a quelle che stanno per diventarlo) infondendo loro paura e delirio tra biberon, poppate, body e pannolini.
Non temete. Non siamo cattive, è solo che ci disegnano così.
Preferiamo definirci consapevoli opinioniste caustico-abrasive del post parto, questa crociata che la donna si ritrova a fare contro un nanucolo sdentato, che non parla ma urla come Tarzan sotto esaurimento, che se ne sta attaccato al seno peggio di una sanguisuga ingorda e che se ti fa dormire almeno tre ore di fila la notte puoi dire di essere più fortunata di chi ha vinto l’ultimo jackpot al Supernealotto.
Diciamocela, la verità. Quella vera. Quella che fa bene perché è da lì che si può creare consapevolezza e vedere come affrontare tutti gli ostacoli che la nascita di un bebè comporta. Fare la mamma è difficile. Tanto difficile quanto bello. Tanto bello quanto irresistibile. Tanto irresistibile quanto “eccoti lì stesa sul letto d’ospedale fresca di sala travaglio”.
Il tuo sguardo è da triglia innamorata, l’attività cerebrale azzerata, e il tuo corpo che si sta chiedendo dove si trovi l’epicentro del terribile terremoto appena avvenuto.
Sei diventata mamma e che tutti tacciano. Hai almeno un triliardo di sorrisi intorno, occhi che lacrimano di gioia, flash di macchine fotografiche e smartphone che ti immortalano nemmeno fossi sul tappeto rosso alla serata degli Oscar.
Ti senti la perfetta incarnazione della mamma da copertina della rivista che quasi ti fissa dal tuo comodino, sì, quella bionda tutta boccoli e piega perfetta che irradia felicità anche dai bulbi piliferi e con il suo sorriso a otto milioni di denti inevitabilmente bianco fosforescenti ti assicura che “mamma è fa-vo-lo-so!”
Dunque, anche tu vuoi accertarti di essere come lei dandoti un’occhiata allo specchio (non lo fare!). La prima cosa a cui pensi è che qualcuno ti abbia incollato una foto di Maga Magò per farti uno scherzo, poi quando ti accorgi che la strega arruffata, con due occhiaie che sembrano penzolare dagli zigomi e gli occhi decorati da capillari al neon rosso si muove in sincronia con te esclami: “Oddio, sembro un’attrazione da circo!”. Ti rivolgi poi di scatto alla top mamma model patinata con sguardo assassino e quasi la senti dire a sua discolpa: “Io non c’entro niente, mi pagano per fare questo e poi sono imbottita di Photoshop!”

Continua…

Enrica Costa e Deborah Papisca